«I ladri in prigione» La raccolta di firme supera quota 10mila
SCANDIANO. Quasi diecimila nuove firme in un solo giorno. Ha fatto un impressionante salto verso l’alto l’appello dei sindaci della zona ceramica al governo e al Parlamento per avere «certezza della...
SCANDIANO. Quasi diecimila nuove firme in un solo giorno. Ha fatto un impressionante salto verso l’alto l’appello dei sindaci della zona ceramica al governo e al Parlamento per avere «certezza della pena sui furti in appartamento». Un appello pubblicato su internet, che tutti possono sottoscrivere e diffondere, ospitato su Change.org, il principale portale internazionale per petizioni, appelli e inviti a mobilitazione.
«I ladri in prigione. Serve la certezza della pena» ha come sottoscrittori originari i sindaci dell’Unione dei Comuni Tresinaro-Secchia, ovvero Fabrizio Corti di Baiso, Alberto Vaccari di Casalgrande, Giorgio Zanni di Castellarano, Emanuele Cavallaro di Rubiera, Alessio Mammi di Scandiano e Giorgio Bedeschi di Viano. Avviato alla fine della settimana scorsa, nei primi sette giorni ha ottenuto ottimi riscontri, con oltre duemila sottoscrizioni, oltre a tanti commenti, condivisioni e richieste di abitanti perché anche i sindaci di altre zone (reggiane e non) si uniscano alla petizione stessa.
Ieri mattina, poi, il botto. Al mattino si scollinava quota duemila, a mezzogiorno – in sole tre ore – si era stato toccato il traguardo delle cinquemila firme. Nella prima serata il tetto dei 10mila era superato. Forse la diffusione, grazie a privati e a cosiddetti “influencer” della pubblica opinione, ha dato improvvisamente frutto e la campagna si è trovata con rinforzi poderosi.
Nell’appello i primi cittadini reggiani parlano dei tantissimi furti che in questi mesi stanno interessando il territorio reggiano, e sottolineano uno dei «limiti» dell’attuale sistema, l’assenza della certezza della pena per i ladri che vengono spesso catturati. «Temiamo che l’attuale sistema normativo e le previsioni di pena minima rendano inapplicabili, in molti casi, le opportune misure preventive per impedire il reiterarsi di reati e la fuga». Per cambiare registro, chiedono quindi «al governo ed al Parlamento una immediata azione per garantire la “certezza della pena” sui furti ed in particolare sui furti in appartamento».
Domandano quindi che gli enti centrali si «adoperino per individuare lo strumento normativo più rapido per affrontare una situazione che rischia di rendere vani gli sforzi delle forze dell’ordine del territorio, sovraccaricando del resto il sistema della giustizia: non è possibile essere terreno attrattivo per la criminalità. Raccogliamo il dolore e la rabbia dei nostri cittadini vittime di questi reati, che se anche non lasciano ferite fisiche, duramente colpiscono e lasciano il segno a lungo». (adr.ar.)
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