Il Comune “blinda” otto milioni di euro
Correggio, impignorabili stipendi dei dipendenti e fondi per i servizi pubblici essenziali. Dietro la delibera lo spettro En.Cor?
CORREGGIO. Otto milioni di euro blindati per sei mesi. Una somma necessaria al funzionamento dei servizi pubblici che l'amministrazione comunale ha reso impignorabile da eventuali creditori. La giunta del Comune di Correggio lo ha fatto lo scorso 27 gennaio con una delibera approvata all'unanimità. Tecnicamente, è una presa d'atto con valore di comunicazione al tesoriere. Ma quello approvato non è un atto obbligatorio, e le amministrazioni senza problemi economici, in genere, non fanno questo tipo di delibere. Insomma, dietro la delibera numero 10 sembra esserci lo spettro del fallimento En.Cor: la decisione pendente sulle dichiarazioni di patronage e il rischio che il Comune debba pagare per i debiti della ex municipalizzata potrebbero aver costretto il Comune a premunirsi.
La buona notizia per i cittadini è che, con l'approvazione della delibera, la "macchina" del Comune non può essere fermata dai creditori per i prossimi sei mesi. Come stabilito dal Testo unico per gli enti locali (Tuel), non possono essere oggetto di esecuzione forzata le rate di mutui e prestiti obbligazionari che scadono nel semestre, gli stipendi e gli oneri previdenziali dei dipendenti e i fondi necessari al funzionamento dei servizi pubblici essenziali. In pratica, sono garantite le attività della polizia locale, della protezione civile e dell'ufficio comunale. Non possono essere toccati neanche i soldi per la distribuzione dell'acqua potabile, della fognatura e della nettezza urbana. Stessa tutela vale per i fondi destinati a viabilità e illuminazione pubblica, ma anche all'istruzione e ai servizi cimiteriali.
Questi beni sono di per sé non pignorabili, ma perché questo avvenga automaticamente occorre che le amministrazioni deliberino le cifre. Nello specifico, la delibera predisposta dall'assessore Luca Dittamo ha vincolato 150 mila euro per i prestiti in scadenza, 968.946,60 per gli stipendi del personale e 7.211.057,54 per i servizi locali indispensabili. Oltre a questi soldi, sono state rese impignorabili «tutte le somme che attengono ai fondi erogati dallo Stato o dalla Regione con specifico vincolo di destinazione disposto da leggi o atti amministrativi, per specifiche finalità pubbliche, anche qualora risultino disponibili temporaneamente in termini di cassa». La delibera è stata notificata al tesoriere del Comune, la filiale di Correggio del Monte dei Paschi di Siena, e i servizi comunali sono “salvi”. Ma resta da capire il perché di questa delibera. Come detto, non è un atto obbligatorio e, in genere, i Comuni "sani" non approvano questo tipo di delibere.
Così la delibera “salva fondi” sembra quasi una forma di autotela, visto che sull'amministrazione comunale guidata da Ilenia Malavasi pende la spada di Damocle En.Cor e i potenziali pignoramenti legati al fallimento dell’ex municipalizzata.
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