La cooperazione traghettata nel futuro
Becchetti, docente a Tor Vergata, usa la metafora dell’arca di Noè. Volta sottolinea l’importanza dello spirito solidaristico
REGGIO EMILIA. Volti vecchi e nuovi della cooperazione hanno gremito ieri mattina la Sala degli Specchi del teatro Valli in occasione dell'assemblea dei delegati di Legacoop Emilia Ovest documentando visibilmente il ricambio generazionale che il settore sta vivendo. Un rinnovamento concreto, profondo, che il travaglio congiunturale degli ultimi anni ha accelerato. Immutati però lo spirito, la consapevolezza di creare ricchezza per il bene comune, la ricerca di nuove strade da percorrere per confermare, come diceva il titolo di un relatore accademico e della tavola rotonda che ha concluso i lavori, che “la cooperazione è una risorsa per lo sviluppo”.
Il vice presidente Maurizio Molinelli, dopo alcune riflessioni personali con l'affettuoso ricordo personale di Renzo Testi, ha guidato i lavori aperti dal presidente della Provincia Giammaria Manghi che ha auspicato l'ampliamento dell'Area Vasta di Legacoop, perché comprenda, oltre a Reggio, Parma e Piacenza, anche la vicina Modena per dar vita ad una vera Area Emilia.
Il presidente Andrea Volta, a metà del mandato quadriennale, ha quindi svolto un'ampia carrellata sui passi compiuti e sullo scenario in cui si è mossa e intende proseguire Legacoop Emilia Ovest della quale ha esaltato lo spirito solidaristico e la capacità di garantire benessere alla comunità locale, tipicità proprie dell'azione dell'organizzazione cooperativa. Due gli impegni per il prossimo biennio: il sostegno al comparto delle costruzioni, che rappresenta un patrimonio da tutelare ed arricchire con l'ampliamento di servizi aggiuntivi, e il rafforzamento di quello lattiero caseario al fine di ridurre le periodiche instabilità derivanti dal sottodimensionamento delle imprese, puntando sempre più, anche attraverso il Consorzio di tutela, alla valorizzazione sui mercati esteri.
Stiamo dunque vivendo una fase di transizione storica e quanto mai azzeccato è stato quindi il tema del successivo intervento di Leonardo Becchetti, docente all'Università romana di Tor Vergata, che ha invitato i presenti a salire “sull'arca di Noè per traghettare i principi cooperativi dal passato al futuro”. Un messaggio incoraggiante, il suo, pur nelle disuguaglianze che caratterizzano la realtà, le migrazioni in atto, le modifiche derivanti dalle nuove tecnologie. Serve una rivoluzione copernicana del mondo imprenditoriale - ha affermato - condividendo l'idea cooperativa del valore della persona e puntando alla felicità con la generatività di altre imprese capaci di offrire nuovi beni e servizi. Ha segnalato a tale proposito le esperienze maturate nel mondo della telematica attraverso laboratori formativi che puntano fra l'altro a ridurre le disuguaglianze generate dalle migrazioni.
La tavola rotonda coordinata da Raffaella Polato (Corriere della Sera) si è aperta con un intervento del sindaco della nostra città Luca Vecchi che ha lodato il movimento cooperativo per la capacità di fare autocritica ma anche di affrontare il rinnovamento. Tanto che la disoccupazione reggiana è sì aumentata ma resta minima rispetto al resto del Paese. Ora però bisogna giocare in attacco per dar corpo alla ripresa dell'occupazione, dei consumi, del risparmio. Al dibattito hanno contribuito i presidenti Luca Bosi (Sicrea), Antonio Costantino (Progres), Marco Pirani (Progeo), Mirto Bassoli (Cgil regionale), Giovanni Monti (Legacoop Emilia Romagna). Ha concluso i lavori Mauro Lusetti presidente nazionale Legacoop.
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