«Polizia postale, un presidio intoccabile»
Appello bipartisan per non chiudere le sezioni provinciali: gli interventi di Mori, Mussini e Delmonte
REGGIO EMILIA. «In occasione della Giornata contro il bullismo e cyberbullismo è emersa con nettezza la necessità di rafforzare la consapevolezza digitale dei nostri ragazzi e soprattutto delle nostre ragazze, nonché di potenziare i presìdi competenti in materia, come le sezioni provinciali di Polizia postale e telecomunicazioni». Così la presidente della Commissione regionale per la Parità e i Diritti delle Persone, Roberta Mori, interviene per dire un forte no alla chiusura dei presidi della polizia postale. «Il 35% dei minori in Emilia Romagna è stato vittima almeno una volta di cyberbullismo – sottolinea la presidente Mori – e di fronte ad un problema di tale gravità già nel 2014 l’Assemblea regionale votò unanime una risoluzione che chiedeva al governo nazionale di investire sullo sviluppo delle competenze dei presidi territoriali dei dipartimenti della Polizia postale e delle telecomunicazioni, non solo per il contrasto dei reati informatici, ma proprio per la prevenzione di comportamenti a rischio tra i nativi digitali, i giovani e la popolazione adulta, sempre in collaborazione con la scuola e le istituzioni».
Nel coro delle proteste anche la senatrice Maria Mussini (vicepresidente del Gruppo misto): «È come il gioco delle tre carte - scrive - con una mano si proclama la legge che punta a contrastare il cyberbullismo, con l’altra si prepara un decreto che taglia pesantemente le risorse alla Polizia postale che sul cyberbullismo dovrebbe vigilare». «Chiudere la sede reggiana - prosegue la Mussini - significa privare il nostro territorio di un presidio fondamentale, l’unico che conosce a fondo il fenomeno in tutti i suoi risvolti e che legittimamente può fungere da punto di riferimento per chi ha segnalazioni, dubbi o paure; tanto più importante considerando che parliamo di adolescenti, un’età delicata che ha bisogno di figure forti in grado di riscuotere la loro fiducia».
Tra gli interventi anche quello di Gabriele Delmonte, vicecapogruppo della Lega Nord in Regione: «In un momento delicato come quello che stiamo vivendo - spiega - dove gli episodi di cyberbullismo sono ormai quotidianità e reati informatici, truffe, furti d’identità e violazione della privacy on line sono all’ordine del giorno, tagliare il numero degli agenti preposti al controllo delle frodi e delle truffe sulla rete mi sembra semplicemente privo di senso se non addirittura pericoloso». «Il ministero dell’Interno - conclude - ha previsto un taglio di 1 miliardo e 800 milioni di euro agli stipendi delle forze dell’ordine e, in un momento in cui si denunciano nuovi reati telematici ed elettronici, pensa bene di chiudere 73 sezioni provinciali della Polizia postale, deputata a fronteggiare le nuove frontiere dei crimini online. Una decisione priva di senso».
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