«Sofferenze bancarie, non accusate i piccoli»
Dallari (Cna) interviene sui prestiti: «Le Pmi ottengono solo il 20 per cento dei crediti totali»
REGGIO EMILIA. «La piccola impresa dà lavoro al 60% degli occupati italiani e produce il 40% del valore aggiunto nazionale. Ma ottiene solo il 20% del credito. Uno scarto che frena la crescita e l’irrobustimento delle piccole imprese e, soprattutto, la ripresa economica del Paese». Lo ha dichiarato Nunzio Dallari, presidente provinciale Cna.
Dagli ultimi dati dell’Osservatorio regionale sul credito di Unioncamere (metà gennaio 2016), il rapporto tra credito e imprese in Emilia-Romagna continua a dare segnali di progressivo lento miglioramento, dopo aver raggiunto il punto di maggior criticità nel 2013.
In generale, le tipologie di imprese che riferiscono i migliori rapporti col credito sono le esportatrici, quelle con soci stranieri e quelle attive nei settori della meccanica. All’opposto, quelle che paiono avere le maggiori criticità sono le imprese con la maggioranza di soci al femminile, le imprese artigiane e quelle attive nelle costruzioni. In una situazione intermedia, alimentare, costruzioni ed altre industrie. «Sia ben chiaro, i numeri testimoniano che i piccoli non possono essere accusati dei problemi sofferti dal sistema bancario – ha spiegato Dallari – perché le sofferenze relative ai prestiti fino a 125mila euro rappresentano solo l’11,3% del totale, anche se riferite all’81,7% della clientela. Le sofferenze causate dai prestiti superiori al milione di euro, viceversa, sono oltre il 61% complessivo».
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