Sul Gay Pride arriva l’ok per piazza della Vittoria
Via libera dall’amministrazione per collaborare con Arcigay alla manifestazione Il sindaco Vecchi: «Il contrasto delle discriminazioni ci vede sempre favorevoli»
REGGIO EMILIA. Massima collaborazione dall’amministrazione per sostenere l’organizzazione del Gay Pride Mediopadano. Il sindaco “apre” all’ipotesi del maxi corteo che si dovrebbe svolgere nelle prime due settimane di giugno in piazza della Vittoria: Luca Vecchi incontrerà i rappresentanti di Arcigay e Arci la prossima settimana, per farsi illustrare il progetto e ascoltare eventuali esigenze.
Dal punto di vista politico strada spianata, dunque: è quanto filtra dal Comune, che si dichiara favorevole all’iniziativa. La volontà collaborativa del municipio è certa; ma, al di là del sostegno ad Arci, gli amministratori vogliono capire dettagli della manifestazione (se sarà regionale o interregionale), necessità di autorizzazioni burocratiche, questioni di ordine pubblico e quant’altro. «Ascolteremo con interesse le proposte che i promotori intendono mettere in campo e le necessità a livello organizzativo, perché un’iniziativa del genere nella nostra città non è mai stata fatta. In ogni caso, ogni evento indirizzato verso il riconoscimento dei diritti e il contrasto delle discriminazioni ci vede favorevoli», dichiara il sindaco Vecchi.
La proposta è stata lanciata da Arcigay, che l’ha ipotizzata quattro anni fa senza riuscire a concretizzarla. Ora l’idea è stata ritirata fuori alla luce della ritrovata piazza della Vittoria e del dibattito lanciato dalla Gazzetta su come utilizzare l’ampio spazio di fronte all’Ariosto. L’Arcigay ha sottolineato che sarebbe il primo corteo arcobaleno fuori dalle direttrici Bologna-Milano: una sfilata a Reggio avrebbe una risonanza nazionale, anche se l’organizzazione si presenta impegnativa.
In passato, il Gay Pride di Verona ha richiamato quattromila manifestanti, perciò si pone il problema di reperire un centinaio di volontari: da qui l’appello lanciato da Arcigay in questi giorni alle realtà dell’associazionismo, per unire le forze e rendere possibile una festa «come quella del raduno nazionale alpini del 1997, seria e ricca di contenuti». La proposta è piaciuta ai reggiani, almeno da quanto hanno evidenziato le reazioni sui social. Sul profilo Facebook della Gazzetta, l’idea ha raccolto migliaia di “like” e un’ottantina di commenti per lo più favorevoli (una minoranza negativi, una buona fetta ironici). Numeri che hanno stupito positivamente lo stesso presidente Arcigay, Alberto Nicolini: «Una risposta così calorosa era impensabile anche solo dieci anni fa. Forse è ora di provarci davvero: l’ondata di uguaglianza può partire da Reggio. E peccato per chi ha paura di venire in piazza e preferisce starsene al buio. I Gay Pride sono la festa di tutti e tutte».
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