Argenta trasferisce sei reggiani a Milano
Quattro licenziamenti e 26 trasferimenti, pena perdita del lavoro, nel gruppo distribuzione bevande
CORREGGIO. Una doccia fredda che parte da Carpi e arriva nel Reggiano. Un duro colpo per 30 lavoratori, di cui sei correggesi e della provincia di Reggio. Un dramma del lavoro che coinvolge un’azienda, il Gruppo Argenta, che per anni ha avuto sede a Correggio ed è nota in tutta la provincia. La dirigenza dell’azienda dei distributori automatici di bevande ha annunciato il ridimensionamento della sede di Carpi che, da sede amministrativa, dovrebbe diventare una sorta di magazzino. Il risultato è che a quattro lavoratori è stato annunciato il licenziamento immediato, cosa possibile perché assunti attraverso il Jobs Act. Altri 26 dovranno invece trasferirsi nella sede di Peschiera Borromeo, a Milano, pena il licenziamento. Un trasferimento traumatico che interessa proprio i sei lavoratori reggiani.
Tra loro Tiziana Malavasi, correggese che lavora al Gruppo Argenta da 38 anni ed è figlia di uno dei soci fondatori, Sergio. «Mi mancano pochi anni alla pensione e mi hanno appena trasferita a Peschiera Borromeo – racconta arrabbiata –. Durante questi 38 anni mi sono occupata un po’ di tutto: dal centralino alla contabilità, alla cassa. Poi l’azienda, qualche anno fa, è stata smembrata: io ho voluto rimanere a Carpi e quindi sono stata ritrasferita al centralino. Venerdì la responsabile delle risorse umane ci ha convocati: ha espresso stupore per le linee telefoniche ancora funzionanti. Poi, improvvisamente i telefoni hanno smesso di funzionare».
Dei trenta lavoratori interessati dai trasferimenti, venti sono impiegati nella sede amministrava e dieci nel call center. Rischiano di dover lavorare nel Milanese. Una soluzione meno pesante rispetto al destino dei quattro licenziati, ma non per questo meno drammatica.
«Ancora una volta – si legge in una nota del sindacato Filcams Cgil, che conta una settantina di iscritti in azienda – si conferma la volatilità delle tutele dei lavoratori assunti con il Jobs Act e si conferma la mancanza di pudore con la quale grandi imprese prendono decisioni gravi come trasferire a centinaia di chilometri lavoratrici e lavoratori che si sono impegnati con dedizione per anni, compromettendone la continuità lavorativa e la vita personale». La risposta dei sindacati è stata la proclamazione per domani di uno sciopero nella sede di Carpi. «Ci asterremo dal lavoro e faremo un presidio a oltranza davanti alla sede del del Gruppo Argenta in via Einsten», conferma Andrea Santoiemma di Cgil Filcams. «Il Jobs Act è un danno evidente: quattro dipendenti sono stati lasciati a casa, gli altri 26 trasferiti pena il licenziamento – continua Santoiemma –. È grave, inoltre, che l’azienda non si sia confrontata con il sindacato, mentre aveva l’obbligo di informarci. Chiederemo aiuto a tutti quelli che ci ascolteranno per fermare quello che si è verificato all’improvviso».
E i disagi dello sciopero potrebbero coinvolgere tutto il Reggiano, visti i tanti distributori automatici di bevande gestiti dal Gruppo Argenta. (g.b.)
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