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Cgil, 118 piazze si uniscono per lanciare i referendum

di Leonardo Grilli
Cgil, 118 piazze si uniscono per lanciare i referendum

Picchetto ieri in piazza Scapinelli per accelerare il voto su appalti e voucher Letta la lettera di Michele, suicida a 30 anni. Lanciati in cielo decine di palloncini

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REGGIO EMILIA. «Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri». Con queste parole toccanti tratte dalla lettera scritta da Michele, 30enne di Udine, prima di suicidarsi, si è aperto il picchetto di ieri della Cgil in piazza Scapinelli. Una scelta forte fatta da Guido Mora, segretario provinciale del sindacato, per dare un segnale alla città e alla politica: «Serve una ribellione contro un sistema che non dà lavoro e non tutela più il futuro dei giovani».

La manifestazione di ieri si è svolta in contemporanea con altre 118 piazze in tutta Italia e ha dato il via alla mobilitazione per ottenere la convocazione dei due referendum proposti dalla Cgil a sostegno dell’approvazione della Carta dei Diritti Universali del Lavoro, per cambiare davvero l’Italia.

A sostegno di questa proposta la Cgil ha raccolto 863.526 firme solo nella nostra regione e più di 4,5 milioni di adesioni a livello nazionale, un record che testimonia la centralità dei temi trattati e segnala un forte e diffuso disagio sociale.

#Con2Si, questo l’hashtag dell’iniziativa, per l’abrogazione dei voucher e per riconquistare la responsabilità solidale degli appalti. I due quesiti ammessi dalla sentenza della Consulta, mentre è stato bocciato il referendum sull’articolo 18.

«La legge di iniziativa popolare deve avviare il suo percorso nelle aule parlamentari – ha dichiarato Mora – e il governo deve fissare la data della consultazione referendaria per l’abrogazione dei voucher e per la responsabilità solidale negli appalti. È passato ormai un mese dall’ammissione dei quesiti da parte della Corte Costituzionale e quindici giorni da quando l’esecutivo ha avuto la legittimità per decidere la data. Ora si dica quando potremo votare».

Sulla lettera di Michele, poi, il segretario ha spiegato che «sono parole che colgono l’essenza dei sentimenti di tanti giovani di oggi, rifiutati dalla società che punta solo al profitto e non tiene conto dei diritti di ogni essere umano. Una società che non crea più nuovi posti di lavoro, dopo otto anni di crisi la situazione è esattamente com’era all’inizio. E qui sul nostro territorio un esempio è la Artoni trasporti, i cui lavoratori rischiano di perdere il lavoro».

Per questo, ha concluso Mora, «questi referendum sono un’iniziativa di ribellione contro questo sistema. Oggi partiamo con una grande avventura con la quale cambieremo le leggi, aboliremo i voucher e non cederemo nemmeno sulla questione dell’articolo 18».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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