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Reggio Emilia, bimba si rompe una gamba: denunciato il nido Linus

di Tiziano Soresina
Reggio Emilia, bimba si rompe una gamba: denunciato il nido Linus

Al momento della caduta nella struttura erano presenti tre maestre. La bimba di due anni e mezzo è stata operata

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REGGIO EMILIA. Quasi un mese fa – esattamente la mattina del 13 gennaio scorso – al nido d’infanzia “Linus” di via Rivoluzione d’Ottobre, una bimba di due anni e mezzo che frequenta la struttura è caduta e si è fratturata il femore della gamba sinistra. Un trauma non indifferente per la piccola Anna (il nome è di fantasia per tutelare la privacy della minore) che è stata poi operata e, dopo quattro giorni di ricovero, è ora a casa con il gesso.

Ma quanto accaduto alla bambina nella struttura comunale – gestita in convenzione da Coopselios – è ora nel mirino della procura, sulla scia di una denuncia presentata dai genitori di Anna che tramite i loro legali ipotizzano la commissione di due reati: lesioni colpose e omissione di soccorso. L’unica cosa certa, al momento, è che quella mattina erano presenti al “Linus” tre maestre d’asilo.

Per la famiglia vi sono state diverse mancanze da parte dell’asilo nido, a partire dalla telefonata ricevuta intorno alle 11 dalla madre in cui una maestra l’avvertiva di andare a prendere la figlia perché non stava bene, ma non facendole per nulla fretta, nonostante il genitore avesse più volte chiesto se non era necessario un intervento tempestivo. E circa un’ora dopo, al suo arrivo, la mamma dice non solo di aver trovato la figlia in lacrime e afflitta da forti dolori alla gamba, ma anche di non aver avuto dalle maestre nessuna spiegazione certa su cosa fosse accaduto alla piccola.

Sempre la madre specifica di aver dovuto imporsi sul personale affinché venisse chiamato il 118, perché volevano invece convincerla a riportare la figlia a casa in auto.

Diversa la ricostruzione dell’assessore alla Scuola Raffaella Curioni sulla base delle informazioni ricevute dalla struttura. «Ci dispiace molto per quanto accaduto, ma non riteniamo vi siano responsabilità dirette delle insegnanti. Siamo di fronte a una caduta assolutamente banale su un cuscino, come avviene tante volte nell’asilo nido e che non lasciava immaginare pericolosità. La bimba si è messa a piangere, per poi tranquillizzarsi fra le braccia di una maestra. La chiamata alla mamma? È stata fatta e lei ha detto che non poteva venire subito alla struttura. Quando è arrivata la madre, la bimba è stata mossa e si è rimessa a piangere, da qui la richiesta del 118, ma sono state le stesse insegnanti a proporre al genitore d’accompagnare loro la piccola in ospedale per evitarle lo spavento di ritrovarsi in un’ambulanza. Crediamo, quindi, che siano state rispettate le procedure – termina l’assessore – perché le insegnanti non sono dei medici, non c’erano rigonfiamenti e la frattura non era immaginabile. Pensiamo si sia agito con buon senso».

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