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Il parco Nilde Iotti rinasce Come? La parola ai reggiani

Il parco Nilde Iotti rinasce Come? La parola ai reggiani

Ieri il primo laboratorio dove sono state messe sul tavolo numerose proposte Dall’area di sgambamento cani a un palco sotto le stelle ai giochi per i bimbi

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REGGIO EMILIA. Mettere a dimora alcune centinaia di alberi e dare loro il nome dei bimbi reggiani appena nati, organizzare un campo estivo nel parco, allestire uno sgambamento cani “intelligente” che possa dialogare con i corsi di agility dog, dotare l'area verde di giochi alternativi e materiali naturali a disposizione come legno, sabbia, acqua. Poi pensare ad una pista per insegnare ai bimbi ad andare in bicicletta, migliorare la ciclabilità, prendersi cura della flora e della fauna locali per arricchire le biodiversità delle diverse zone: sono tante le proposte elencate dagli oltre 70 cittadini presenti al primo laboratorio urbano organizzato dal comune, dal titolo “Hai un'idea per il parco Nilde Iotti?”, una zona che un po’ come l'araba fenice deve rinascere dalle ceneri lasciate dal fallimento urbanistico del parco Ottavi, che ha messo all'angolo le velleità espansive del consorzio cooperativo che fu creato ad hoc.

Il comune volta pagina e chiede la collaborazione dei cittadini per ripensare agli usi delle aree verdi urbane di proprietà pubblica «perché - come sottolinea l'assessore alla partecipazione Valeria Montanari, che ha guidato il laboratorio assieme agli architetti di quartiere - nelle città gli spazi vuoti non esistono. Le persone devono riappropriarsi dei luoghi e farli vivere con quello che a loro interessa: correre a piedi, passeggiare, coltivare un orto, o semplicemente curare un giardino. Il parco Nilde Iotti deve diventare un grande condominio verde, dove le relazioni tra le persone tornano ad essere protagoniste».

Anche il modo della cultura e dello spettacolo ha avanzato proposte: in particolare gli organizzatori del Festival Dinamico, proponendo al parco Nilde Iotti una prewiev del festival organizzato ai giardini pubblici, o il Mamimó che ha suggerito performances teatrali, culturali e letture. Tante le associazioni ambientali presenti come Legambiente, le Ggevv, il Wwf e le associazioni dei quartieri Orologio, Foscato, Roncina e Regina Pacis.

I lavori della giornata hanno cercato di concretizzare una sperimentazione di eventi sul parco già per la prossima estate, con la benedizione dell'amministrazione. Il comune si è reso disponibile per creare zone d'ombra nel parco, piantumando alberi e a completare la strada di collegamento con via dei Templari, oggi monca dell'ultimo tratto, con qualche mormorio da parte dei cittadini che vorrebbero quest'area completamente libera dal passaggio delle macchine. I presenti si sono dati appuntamento al prossimo 25 febbraio alla sala Zavattini di Pieve, per completare insieme il percorso di progettazione.

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