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La salva-fondi? «Un atto prudenziale»

di Giuseppe Boi
La salva-fondi? «Un atto prudenziale»

Il sindaco sulla delibera che blinda 8 milioni: «Non è legata ad En.Cor». E rassicura le banche: «Onoreremo gli impegni»

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CORREGGIO. Non è una delibera legata al caso En.Cor, ma un «atto prudenziale». Così il Comune di Correggio spiega perché la giunta, con la delibera 10 dello scorso 25 gennaio, ha “blindato” 8 milioni di euro destinati al funzionamento dei servizi indispensabili. Un atto non obbligatorio, che rende impignorabili da eventuali creditori fondi già di per sé non soggetti a procedure esecutive. Una disposizione “salva fondi”, spiega il Comune, slegata dalla vicenda dell’ex municipalizzata. «È dal 2009 che il Comune di Correggio approva questa misura», spiega il sindaco Ilenia Malavasi. Resta il fatto che si tratta di un «atto a tutela delle retribuzioni dei dipendenti e dei servizi». Una “buona notizia” per i cittadini che va ad aggiungersi «al via libera – sottolineato in un comunicato dalla Malavasi – ottenuto dalla Corte dei Conti e all’accordo transattivo raggiunto con due banche», ma che comunque vivono in un Comune la cui amministrazione deve ancora sapere quale sarà l’evoluzione del crac di En.Cor.

L’atto approvato dalla giunta lo scorso 25 gennaio rende impignorabili fondi che già di per sé non possono essere oggetto di esecuzione forzata: le rate di mutui e prestiti obbligazionari che scadono nel semestre, gli stipendi e gli oneri previdenziali dei dipendenti e i fondi necessari al funzionamento dei servizi pubblici essenziali. Come stabilito dal Testo unico per gli enti locali, perché questo avvenga automaticamente occorre che le amministrazioni deliberino le cifre ogni sei mesi. Con la delibera predisposta dall’assessore Luca Dittamo, la giunta guidata dal sindaco Malavasi ha individuato le cifre: al punto uno quantifica in 968.946,60 euro la somma per gli stipendi del personale, in 7.211.057,54 euro per i servizi locali indispensabili e in 150 mila euro per i prestiti in scadenza nel semestre; al punto due precisa che sono impignorabili «tutte le somme che attengono ai fondi erogati dallo Stato o dalla Regione con specifico vincolo di destinazione disposto da leggi o atti amministrativi, per specifiche finalità pubbliche, anche qualora risultino disponibili temporaneamente in termini di cassa»; al punto tre dispone la notifica della delibera al tesoriere del Comune, ossia la filiale di Correggio del Mps.

«Abbiamo fatto un atto prudenziale previsto dal Testo unico enti locali, come decidono molte altre amministrazioni», spiega la Malavasi, che sottolinea anche come il Comune, relativamente al fallimento della En.Cor, non abbia «ricevuto alcuna azione esecutiva, né alcun pignoramento, proprio perché ci sono già due sentenze che obbligano il Comune a risarcire le banche interessate e che, grazie appunto agli accordi raggiunti, l’amministrazione coprirà nelle modalità e nei termini previsti dagli accordi stessi».

Il sindaco di Correggio aggiunge anche: «Proprio in relazione a questi accordi, occorre rassicurare le banche che onoreremo gli impegni presi e ribadire ai correggesi che continueremo ad amministrare con oculatezza le risorse pubbliche».

Un’azione amministrativa che la giunta sta condividendo con la popolazione: «In questi giorni – sottolinea il primo cittadino – stiamo incontrando i cittadini nelle serate di presentazione del bilancio 2017, dove sono illustrati e discussi i quattro punti cardine della nostra azione amministrativa: garantire i servizi, in particolare quelli rivolti a bambini, anziani e disabili, mantenere l’equilibrio di bilancio, non alzare la tassazione e razionalizzare le spese».

«In questi mesi non abbiamo mai fatto mancare le informazioni e gli aggiornamenti in merito alla vicenda En.Cor, perché il nostro obiettivo prioritario è tutelare al massimo la città e i cittadini e non certo noi stessi». Cittadini che ora sono di nuovo tutelati anche da «un atto prudenziale» come la delibera 10 del 25 gennaio che “mette al riparo”, tra gli altri, gli stipendi dei dipendenti, le attività della polizia locale e della protezione civile, la distribuzione dell’acqua potabile e la nettezza urbana, l’illuminazione pubblica e l’istruzione. Ossia servizi, En.Cor o non En.cor, fondamentali per tutti i correggesi.

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