«Viene delocalizzato il parcheggio ma i tir restano vicino alle scuole»
CASALGRANDE. «Sono ormai trascorsi più di 20 anni da quando il sindaco Branchetti mostrava fiero i disegni della piazza di Sant’Antonino che si sarebbe dovuta realizzare sull'area occupata dallo...
CASALGRANDE. «Sono ormai trascorsi più di 20 anni da quando il sindaco Branchetti mostrava fiero i disegni della piazza di Sant’Antonino che si sarebbe dovuta realizzare sull'area occupata dallo stabilimento Aurelia, forte di un accordo di massima firmato con la stessa ceramica, che prevedeva in tre fasi la dismissione produttiva, commerciale e definitiva delocalizzazione». Lo rileva il Movimento 5 Stelle di Casalgrande, preoccupato per la permanenza (se non addirittura l’aumento) del traffico di tir accanto alle elementari di Sant’Antonino.
«Un progetto importante – spiega il M5S tornando ai piani di Branchetti – con cui si liberava una superficie di circa 37.000 metri quadri sulla quale si sarebbe finalmente realizzato un sogno per il centro di Sant’Antonino e risolto il grave problema di inquinamento causato da decine di tir che quotidianamente transitano e manovrano per lo scarico e carico in un'area antistante alla scuola elementare pubblica. Da allora tanti anni di inerzia da parte delle Amministrazioni, fino allo scorso settembre quando, con delibera di giunta, viene accettata la proposta di Ermes Ceramiche (attuale proprietaria dello stabile ex Aurelia) per delocalizzare non l'attività ma solamente il parcheggio pubblico del piazzale che da anni è a servizio della scuola». Il M5S precisa di non essere contrario «alla nuova dislocazione, che potrebbe migliorare alcune criticità di fruizione. Ma vogliamo capire se vi sia, da parte del sindaco Vaccari e della sua giunta, l'intenzione di perseguire il progetto del ’95, o se, al contrario, ritenga tollerabile e compatibile mantenere e in qualche modo favorire la presenza di così tanti tir in quella zona. Per questa ragione abbiamo presentato un'interrogazione, preoccupati del fatto che in ballo non c'è solo una piazza, ma soprattutto la tutela della salute pubblica, in un contesto reso ancor più grave dall'estrema vicinanza di queste attività a una elementare frequentata da decine di bambini».
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