Cinque persone richiedenti asilo presto alloggeranno a Ciano
I condomini si sono incontrati ieri alla presenza di sindaco, assessori e amministratore condominiale Una parte di cittadini manifesta perplessità. Bolondi: «Ci sarà un’assemblea informativa in municipio»
CANOSSA. Cinque persone richiedenti asilo sono in arrivo a Ciano: sono uomini dai 18 ai 28 anni, di nazionalità nordafricana, che troveranno alloggio la prossima settimana nel condominio di via Costa, dietro il municipio, in una palazzina al civico 16.
La notizia era già trapelata due giorni fa via Facebook, sulla pagina “Sei di Ciano d'Enza se”, dove qualcuno aveva pubblicato l’invito alla serata di ieri. Subito erano state sollevate critiche da parte di un cittadino, che avevano determinato le precisazioni da parte del Pd locale. Al di là delle polemiche, che sempre accompagnano l’arrivo dei richiedenti asilo nei piccoli borghi, nell’incontro di ieri sera, indetto dalla coop “La Dimora di Abramo” nello stesso condominio – alla presenza del sindaco Luca Bolondi, dell’assessore Mara Gombi, del vicesindaco Loredana Viani e dell’amministratore condominiale – i responsabili della stessa coop hanno illustrato i dettagli e i vari passaggi del progetto di inserimento dei cinque, attualmente ospitati in albergo. Le reazioni da parte dei residenti sono state contrastanti. «Da una parte dei cianesi, c’è stata disponibilità; da altri, timori e tante domande sull’assistenza e vigilanza, perché il referente della coop sarà in loco solo tre giorni la settimana, ha spiegato l’amministratore. Preoccupazione è stata espressa dall’intero quartiere. Uno dei presenti ha sottolineato che altre persone di Ciano avrebbero voluto partecipare all’incontro, riservato però ai condomini. Per questo motivo la coop indirà, entro una settimana, un altro incontro tra i residenti e i nuovi arrivati per consentire la conoscenza reciproca». «Ho presenziato come uditore – ha dichiarato il sindaco Bolondi – nei giorni precedenti erano già venuti a colloquio da me una coppia di cittadini, esprimendo le sue paure. Al netto delle concrete e condivisibili preoccupazioni della cittadinanza, vorrei sottolineare che il Comune in quanto tale non ha nessun ruolo, trattandosi di accordi tra privati: è la Dimora di Abramo che ci contatta, una volta trovato l’alloggio e siglato il contratto di affitto con il proprietario privato, per un supporto nella gestione sociale del fenomeno. Il Comune non può rifiutarsi, né tantomeno spettano oneri di alcun tipo. Ora che ho appreso i dettagli dalla coop, è mia intenzione indire un’assemblea informativa in municipio con le associazioni, coinvolgendo le forze politiche, minoranze comprese». Il sindaco ha concluso che l’intenzione dell’amministrazione è di non lasciare i cinque inattivi, e di impiegarli in lavori sociali, secondo le linee guida indicate di recente dalla Provincia. «Servirebbe un cantoniere. Mi auguro che i nuovi cittadini si rendano disponibili in questo senso e che tutti contribuiscano a gestire il fenomeno nell’interesse comune».
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