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l’avvocato della parte civile: «Livelli di amianto oltre i limiti»

Emergono i contatti tra sindaco Pci e Ponti, all’epoca segretario Dc

Emergono i contatti tra sindaco Pci e Ponti, all’epoca segretario Dc

REGGIO EMILIA. «La medicina legale diceva che la situazione stava cambiando, che andava tutto bene, e io invece posso dimostrare al giudice che i dati erano negativissimi, perché addirittura l'amianto...

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REGGIO EMILIA. «La medicina legale diceva che la situazione stava cambiando, che andava tutto bene, e io invece posso dimostrare al giudice che i dati erano negativissimi, perché addirittura l'amianto blu, il più pericoloso, superava il limite di legge di allora». L’avvocato Ernesto D’Andrea non ci sta, e a margine del processo lancia strali contro gli ex sindaci e le loro ricostruzioni. Il legale della parte civile se la prende soprattutto con l’ex sindaco Giulio Fantuzzi, che non ha mai negato lo stretto rapporto personale con il patron Franco e tutta la famiglia Ponti, proprietari della Cemental. «Ho sottoscritto il documento pubblico in favore di Ponti perché i sindacati erano molto critici e si rischiava di criminalizzare un’azienda che non meritava questo tipo di giudizio» ha detto Fantuzzi, sindaco di Correggio tra il 1976 e il 1980. Ponti, infatti, era stato il segretario della Dc, imprenditore impegnato in politica e con contatti con l’allora sindaco comunista, che pochi mesi fa ha firmato insieme ad altri un manifesto in difesa di Ponti, così come l’ex sindaco Claudio Ferrari. «L’ho fatto in riferimento a notizie comparse sui giornali – è stata la risposta di Ferrari ieri in udienza durante il processo a Reggio –. Mi sembrava che fosse eccessivo l’accanimento contro Franco Ponti e la sua famiglia. Per quello ho sottoscritto l’appello».

Fantuzzi, anch’egli chiamato come testimone dai difensori di Franco Ponti – imputato per omicidio colposo e lesioni gravissime nel procedimento aperto dal sostituto procuratore Isabella Chiesi – ricorda che «solo nel 1977 furono date la prerogative all’Usl di poter entrare in azienda. Io non sono mai entrato, ma posso assicurare che il rapporto tra la ditta rappresentata da Franco Ponti e il consorzio sanitario era molto collaborativo». «Ma se lei non è mai entrato all’interno dei locali, dove i dipendenti lavoravano tutti i giorni, come può dire che l’azienda non aveva problemi?», lo incalza D’Andrea. «Solo basandosi sui suoi rapporti personali e anche politici con Franco Ponti?».

«Assolutamente no – risponde Fantuzzi –. Nel mio ruolo di sindaco posso testimoniare che quell’azienda si comportò sempre in maniera collaborativa con la pubblica amministrazione. La conoscenza politica non c’entra. L’azienda si adeguò alle prescrizioni di tipo sanitario via via acquisite in materia». (e.l.t.)

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