L’Arpa scivola, ditta a processo “per sbaglio”
Bibbiano: reati ambientali, il titolare della fonderia Cofima assolto per non aver commesso il fatto
BIBBIANO. Sergio Corradini, titolare della fonderia Cofima di Bibbiano, era finito a processo per un reato ambientale. Un procedimento datato nel tempo e che si è concluso ieri davanti al giudice Stefano Catellani, che ha assolto l’imputato.
Una fine segnata già dalla richiesta di assoluzione per Corradini da parte della Procura «per non aver commesso il fatto» in quanto ritenuta contraddittoria la prova, cioè le rilevazioni fatte dall'Arpa nella fonderia.
Un passaggio cruciale nel processo, perché segnava il basamento sul quale era partito il procedimento, andato poi a scemare per mancanza di prove. L'avvocato difensore Giovanni Tarquini aveva chiesto a sua volta l’assoluzione per il suo assistito «perché il fatto non sussiste».
Nell'arringa il difensore ha spiegato che per il forno “incriminato” le norme prevedono anche degli autocontrolli tramite un consulente, su precisa autorizzazione integrativa ambientale.
Ebbene, il 7 maggio 2013 l'Arpa fa un controllo a sorpresa quando in contemporanea lo sta facendo anche il consulente (lo Studio Alfa di Reggio Emilia). E dal controllo dell'Arpa, tramite una sonda, sono usciti dei valori completamente sballati, inverosimili, come se «si andasse con un'auto ai mille all'ora». Secondo la difesa il forno si era riempito troppo (l'alluminio deve essere spillato dal forno per continuare l'attività) e stava funzionando in modo anomalo quando l’Arpa ha effettuato il controllo. Da qui i valori sballati relativamente al carbonio organico totale e al cloro.
Non a caso in un secondo controllo del 21 maggio 2013 i valori sono rimasti sotto la soglia. Per la difesa vi è stata superficialità da parte dell’Arpa nell’effettuare queste misurazioni, seguendo una procedura non corretta.
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