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Organizzatrice di nozze fa arrestare il rapinatore

di Giuseppe Boi
Organizzatrice di nozze fa arrestare il rapinatore

Scandiano: con due ragazzi, individua il ladro di giubbotti nel negozio Arsenal Commerciante ferita, il ventenne preso dai carabinieri libero dopo il processo

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SCANDIANO. Un mix di senso civico e rabbia. Un gesto istintivo che ha portato una organizzatrice di cerimonie di nozze e due ragazzi a inseguire un rapinatore. Hanno assistito al furto nel negozio “Arsenal uomo” di via Garibaldi e si sono messi alla caccia del ladro. Lo hanno individuato nel parco Bisamar di via Beucci e hanno chiamato i carabinieri. Abdelhadi Douahi, 20 anni, marocchino residente a Scandiano, è stato arrestato per rapina. Processato per direttissima, il giovane – difeso dall’avvocato Alessio Fornaciari – è stato rimesso in libertà con l’obbligo di firma.

Resta il fatto che il caso è stato risolto grazie alla collaborazione dei cittadini. Un episodio che, in un periodo in cui si parla spesso di controllo di vicinato, lascia ben sperare vista l’emergenza criminalità nella cittadina e non solo. Una realtà che Barbara Bellei ricorda ogni volta che le duole il braccio sinistro. La commerciante – moglie di Stefano Campani, titolare del negozio rapinato – è finita al pronto soccorso per un trauma alla mano sinistra che il ladro, spingendola, ha fatto sbattere sul montante della porta. «È entrato nel negozio e si è messo a girare tra gli scaffali – racconta –. Era dentro da più di 15 minuti e mi sono insospettita. Temevo volesse rubare piccoli oggetti, invece all’improvviso ha preso due giubbotti ed è corso verso l’uscita».

La donna lo ha affrontato: «Ha fatto uno scatto, io ho tentato di fermarlo e sono riuscita ad aggrapparmi a un giubbino, che poi il ladro ha abbandonato a terra all’esterno dal negozio. Però mi ha spinto con forza e mi fatto sbattere il braccio sulla porta d'ingresso».

La prognosi è di 5 giorni, ma il gesto di violenza è bastato al ladro per fuggire. Nella strada erano presenti la wedding planner e due ragazzi. «Mia figlia era appena scesa dall’auto – ricorda N.F. –. Ho visto il rapinatore che usciva dall’Arsenal e correva in direzione del parco della Resistenza. Non ci ho pensato due volte: ho acceso la macchina e l’ho seguito. Ho fatto alcuni giri a causa dei sensi unici, ma l’ho ritrovato in zona stazione mentre entrava nel bar Il Birillo. È rimasto lì pochissimo e, quando è uscito, ha preso una bicicletta e, con tutta tranquillità, è andato verso il parco Bisamar, dove si è seduto su una panchina».

L’organizzatrice di eventi non era l’unica a cercare il ladro: «Mentre lo osservavo, ho notato due ragazzi che sembravano cercare qualcosa. Ho abbassato il finestrino e mi hanno confermato che erano sulle tracce del ladro. Sono saliti in macchina e, insieme, abbiamo controllato che non scappasse di nuovo e chiamato i carabinieri. Poco dopo è arrivata una pattuglia».

Vista la gazzella, il 20enne ha tentato la fuga ma i militari lo hanno inseguito e fermato. Il marocchino aveva ancora addosso il giubbotto (un Colmar del valore di 340 euro). «Ringrazio le forze dell’ordine e i ragazzi – commenta Barbara Bellei – ma resta il fatto che ci sono troppi delinquenti. Abbiamo messo le telecamere e stiamo attenti, ma più di così non possiamo fare». E tanto hanno fatto anche i carabinieri: ad intervenire sono stati i militari della stazione di Casalgrande, perché in quel momento quelli di Scandiano erano impegnati su un altro intervento. Un momento di superlavoro e, dunque, ben venga l’aiuto dei cittadini. «Non ho fatto nulla di particolare – si schernisce la wedding planner –. Non conoscevo gli altri due ragazzi, ma abbiamo fatto la stessa cosa agendo d’istinto. Io ho tre figli e non posso accettare che accadano certe cose. Se nessuno fa niente, nulla cambia».

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