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«Diciamo no ai settemila maiali»

Cadelbosco: “Aria Pulita” contesta le dichiarazioni del sindaco su Aras e biogas

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CADELBOSCO SOPRA. «Alla sindaca Tania Tellini piace l'ampliamento dell'allevamento suinicolo per l'impianto a biogas? Beh, alla popolazione non piace di certo!»

A parlare è Claudio Giacca del comitato Aria Pulita per Cadelbosco, che entra di nuovo in polemica con l'amministrazione comunale in merito all’ampliamento dell'azienda agricola Aras, che passerebbe dagli attuali 1.700 suini a settemila. «Ci ha colpito – dice Giacca – l'entusiasmo col quale la sindaca descriveva le meraviglie del “piccolo impianto a biogas da 100 kw elettrici”, le nuove tecnologie, i moderni sistemi di allevamento. Quanta enfasi nel presentare un’attività a bassissimo impatto occupazionale e ad alto impatto ambientale. Neppure una parola, invece sull'altro aspetto della questione: ma la nostra sindaca, anche alla luce di recenti esperienze dirette, metterebbe la mano sul fuoco rispetto all'affidabilità di Arpa e Ausl di Reggio nell'eseguire ora e per sempre controlli puntuali e rigorosi sulla corretta gestione dell'azienda? E la “sua” amministrazione quali disponibilità di personale avrebbe per garantire alle popolazioni limitrofe un tenore di vita accettabile? Settemila maiali e un impianto a biogas a 500 metri da Cadelbosco di Sotto avrebbero un impatto intollerabile per la popolazione. Per questi e molti altri motivi invitiamo la sindaca  a non prendere decisioni affrettate. Decisioni come queste, infatti, meriterebbero di essere discusse in assemblee pubbliche. Nell'occasione, la sindaca potrebbe spiegare ai concittadini in cosa consisterebbe questo progetto che prevede la costruzione, a poche centinaia di metri da questo delizioso impianto a biogas, di un altro impianto a biogas alimentato con la pollina del Ferrarese, di cui lei stessa paventa la costruzione pur avendone concessa l'autorizzazione. Il Comitato Aria pulita per Cadelbosco – conclude – ha una posizione chiarissima: non un solo maiale in più. Non siamo qui per prestare attenzione agli interessi particolari di imprenditori del tutto estranei al nostro territorio ma per difendere il diritto ad una vita migliore dell'intera collettività. Le scelte sbagliate delle amministrazioni che si sono succedute hanno prodotto solo degrado in questa area, impedendone qualsiasi ipotesi di sviluppo armonioso ma degradando il livello di vivibilità. Questa amministrazione, viste le premesse, ci pare stia preparandoci un futuro ancora peggiore. Ecco perché il nostro è un “no” irremovibile». (m.p.)

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