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Menozzi: «Io futuro sindaco? Vedremo»

di Ambra Prati
Menozzi: «Io futuro sindaco? Vedremo»

Paolo Cervi ha annunciato che non si ripresenterà, maggioranza e opposizione rincorrono l’ex primo cittadino

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CAMPEGINE. «È vero, mi è stata chiesta di recente la disponibilità a candidarmi. Mi sono riservato di decidere. Scioglierò la riserva verso fine febbraio». Daniele Menozzi, già primo cittadino per due mandati, potrebbe essere il prossimo sindaco di Campegine. Da tempo sono iniziate le grandi manovre in vista delle amministrative della primavera 2017, quando scadrà il primo mandato del sindaco Paolo Cervi, che ha annunciato ufficialmente che non si ripresenterà. Del resto, la percentuale di «no» al referendum sulla fusione (a Campegine si era toccata la quota record del 75% di contrari) è stata letta come un giudizio sull’operato dell’attuale dirigenza. Perciò il Pd si è messo a fare scouting, cercando alternative: in una lettera aperta diffusa nel dicembre scorso, il partito invitava i cittadini a partecipare a un “gruppo di lavoro” aperto dal basso a tutta la cittadinanza e finalizzato «alla costruzione del progetto politico-amministrativo per la legislatura 2017-2022».

Il gruppo, recitava la lettera, «avrà un triplice ruolo: lavorare alla stesura del progetto politico, individuare la squadra di governo locale da proporre alla cittadinanza» e «rappresentare, per tutta la durata della legislatura, l’elemento di confronto periodico con gli amministratori per monitorare l’azione svolta e apportare i necessari correttivi». Il gruppo di lavoro, cui hanno partecipato effettivamente diverse anime del paese, dai primi dell’anno ha iniziato a sondare il terreno, provando a coinvolgere anche la società civile: è stato chiesto a un imprenditore, che però ha rifiutato. Altrettanto netto il rifiuto di River Tagliavini, già sindaco tra Menozzi e Cervi: un altro no categorico. Si è arrivati così a Daniele Menozzi, 42 anni, campeginese doc, ex sindaco per due mandati (dal 1998 al 2007), ex Coopsette e ora manager in Sicrea (è direttore commerciale), conoscitore della macchina amministrativa tanto da aver proseguito il suo impegno a Sant’Ilario, dove attualmente è assessore all’Urbanistica ed edilizia privata della giunta Moretti.

Poiché l’onore di guidare un piccolo Comune è ormai un ingrato onere, pare che l’unica candidatura rimasta sul tavolo del Pd sia quella di Menozzi.

«Mi è appena arrivata questa richiesta e mi ha colto di sorpresa – conferma l’interessato –. Ero in altre faccende affaccendato: faccio il dirigente, sono sempre in giro per lavoro, ho un impegno professionale rilevante, perciò non era certo nei miei pensieri tornare a fare il sindaco. Rifletterò su questa proposta». Quel che è certo è che sul nominativo di Menozzi concordano sponde politiche diverse, non di stretta ortodossia Pd. Tant’è che anche rappresentanti delle minoranze lo hanno contattato in questi giorni, per esprimere il loro apprezzamento. «Certo mi fa piacere – commenta Menozzi – che a qualsiasi tornata elettorale io venga sollecitato, ma se decidessi per il sì dovrei per forza ridimensionare altri impegni, e sarebbe un grosso sacrificio personale».

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