Nasce “Tutelare Gattatico 2.0” «La politica coinvolga i cittadini»
GATTATICO. «Il sindaco Gianni Maiola ha attribuito ai contrari al referendum la responsabilità di dover aumentare i tributi locali. Noi non ci stiamo». Si è costituito martedì scorso, con una...
GATTATICO. «Il sindaco Gianni Maiola ha attribuito ai contrari al referendum la responsabilità di dover aumentare i tributi locali. Noi non ci stiamo».
Si è costituito martedì scorso, con una riunione nella sala civica di Taneto, “Tutelare Gattatico 2.0”. Non un comitato, ha spiegato la portavoce Sandra Bassi (ex assessore a Gattatico per oltre un decennio nonché sorella di Franco Bassi, fondatore del Fuori Orario), bensì «un’associazione di cittadinanza attiva trasversale, senza colore politico, che ha l’ambizione di allargare la partecipazione dal basso alla politica».
L’associazione è un’araba fenice risorta dalle ceneri di “Tutelare Gattatico”, il comitato per il no alla fusione, ma soprattutto da quel che (non) è accaduto dopo. «Prima del referendum avevamo redatto un documento con una serie di proposte, neppure prese in considerazione – spiega Sandra Bassi –. In dicembre si è svolto, su nostra sollecitazione, un consiglio comunale aperto: in quell’occasione avevamo chiesto al sindaco Maiola di prendere contatto con altri sindaci in difficoltà a chiudere il bilancio, per una battaglia comune di pressione e protesta, presso la Regione o enti superiori, al fine di togliere definitivamente ogni limite al patto di stabilità. Non ne abbiamo saputo più nulla».
In mezzo, in una intervista alla Gazzetta di Reggio del 12 gennaio scorso, Maiola ha dichiarato che mancano 242mila euro per chiudere il bilancio e che sarà probabile un incremento di rette e mense.
«Non si può continuare così – dichiara la Bassi – passare due anni a discutere solo di fusione, senza percorrere strade diverse e facendo pagare il prezzo ai cittadini. Pensavamo di aver esaurito il nostro compito, invece si continua imperterriti a compiere scelte senza coinvolgere la comunità che si amministra». Queste le motivazioni di “Tutelare Gattatico 2.0” che, davanti a una platea di una ventina di persone (ex del comitato, ma anche volti nuovi), ha riproposto il documento programmatico.
Due pagine fitte di punti, in cui si chiede che «i Comuni mantengano la loro identità», «che l’Unione Val d’Enza diventi davvero il luogo di discussione e approvazione delle questioni sovracomunali», «che i nostri Comuni valorizzino tutti i luoghi della memoria esistenti sul territorio», che «si punti sulla riqualificazione della nostra agricoltura», «che, insieme alle elezioni comunali, si eleggano i rappresentanti dei consigli di frazione».
Infine il fulcro: «Tutti gli amministratori e i cittadini si adoperino per togliere ogni limitazione al patto di stabilità per i Comuni virtuosi con i bilanci in ordine e con disponibilità economiche».
Al di là di questi lodevoli intenti, quale sarà il primo passo della neonata associazione? «Chiederemo alla giunta di illustrare il bilancio 2017 alla popolazione – annuncia la Bassi – per capire dove sono le criticità e su cosa si può intervenire, ma sempre mantenendo un atteggiamento propositivo: non siamo qui per criticare o giudicare nessuno, ma per informare la collettività della cosa pubblica». (am.p.)
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