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Oggi una assemblea “allargata” sul futuro della fabbrica Cormo

Oggi una assemblea “allargata” sul futuro della fabbrica Cormo

San Martino in Rio, Zaniboni (Fillea-Cgil): «All’incontro abbiamo invitato anche Regione e Legacoop Dopo due anni e tante parole, per 200 lavoratori è arrivato il momento di avere indicazioni concrete»

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SAN MARTINO IN RIO. Una nuova fumata nera sul futuro della ex cooperativa Cormo, divenuta Open.Co dopo la fusione con la Coop Legno di Castelvetro (Modena).

L'ultimo tavolo regionale convocato per discutere del futuro dello stabilimento operante nel settore della produzione e verniciatura di porte interne, serramenti in legno, alluminio e pvc e finestre in legno, si è infatti praticamente concluso con un buco nell'acqua. I sindacati non nascondono la loro delusione, per non dire preoccupazione in termini di prospettive produttive e di garanzie per l'occupazione per lo stabilimento di via Magnanini. Anche l’interesse manifestato dall’azienda Parmaporte per partecipare alla gara per l’affitto per quattro anni del ramo reggiano di Open.Co, al momento sembra restare esolo un’intenzione.

«Dopo due anni di parole e impegni a vuoto, è arrivato il momento in cui, chi deve, ci deve mettere la faccia e lo deve fare davanti ai lavoratori».

Non usa mezzi termini, Rudi Zaniboni della Fillea-Cgil reggiana, il sindacato di categoria del settore legno, edili e lapideo: «Dopo l'ultimo incontro di metà dicembre abbiamo rispettato, come richiesto, il silenzio stampa per favorire una trattativa non facile, ma qui passa il tempo e non succede niente e si fanno più forti i timori che si voglia andare ad una dismissione dello stabilimento di San Martino in Rio dove ancora ci sono ancora circa 200 lavoratori. Ma noi non ci stiamo e vogliamo avere quelle risposte concrete che fino ad oggi non ci sono state».

E l'occasione potrebbe, forse, arrivare oggi. Per le 16.30 i sindacati e le rsu hanno infatti convocato un'assemblea dei lavoratori che però sarà “allargata”. «Ai lavoratori diremo che cosa è venuto fuori dall'ultimo tavolo regionale – prosegue Zaniboni – ma soprattutto questa abbiamo invitato all'assemblea, oltre che il sindaco Paolo Fuccio, che ha già dato la sua disponibilità, quelle figure che sono fondamentali per decidere il futuro della ex Cormo e cioè l'assessore regionale alle attività produttive Palma Costi, il commissario Domenico Trombone nominato a suo tempo per la liquidazione di Open.Co, il presidente di Legacoop Emilia Romagna, Giovanni Monti. Sono loro che davanti ai lavoratori devono dire una volta per tutte che fine farà lo stabilimento di via Magnanini. Come sindacato – prosegue il rappresentante della Fillea-Cgil – abbiamo ribadito fin dall'inizio l'intenzione di difendere i livelli occupazionali o quantomeno, facendo il confronto con lo stabilimento modenese, di garantire la proporzionalità territoriale. A San Martino lavorano circa 200 persone, a Castelvetro sono la metà, di conseguenza ci dovranno essere scelte di riorganizzazione produttiva che rispettino questi livelli».

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