Sacra Rota: matrimoni in crisi fra sadismo, omosessualità nascoste e bigamia
Nel 2016 presentate dai reggiani 32 richieste di nullità rispetto alle 21 del 2015. Tra i motivi riconosciuti omosessualità, ninfomania, sadismo e narcisismo
MODENA. «Non ho la soluzione a quanto vi dirò, ma quel che è certo è che il matrimonio religioso e civile è in crisi perché la persona oggi è destrutturata». Lo dice monsignor Vittorino Tazzioli che ieri ha lasciato la carica di vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico emiliano, occupata dal 28 settembre 1968. Il responsabile dell’ufficio che in Vaticano è definito Sacra Rota ha ieri illustrato, ad apertura dell’anno giudiziario, la situazione relativa ai matrimoni religiosi resi nulli nel 2016 nelle diocesi emiliane.
Prima delle cause i numeri. Nel 2016 sono state in tutto 128 le nuove richieste di nullità del matrimonio contratto davanti alla Chiesa, rispetto alle 90 richieste dell’anno precedente. I vertici del tribunale ecclesiastico emiliano – competente sulle diocesi di Carpi, Fidenza, Modena-Nonantola, Parma, Piacenza-Bobbio, Reggio Emilia-Guastalla – sono stati illustrati al seminario modenese da Tazzioli insieme al vescovo di Modena-Nonantola Erio Castellucci e alla presenza di altri vescovi, tra cui Francesco Cavina di Carpi e quello di Reggio, Massimo Camisasca.
La maggior parte delle richieste di nullità è arrivata da Modena con 41 matrimoni (lo scorso anno erano 40) posti all’attenzione dei giudici, anche se spicca soprattutto il dato relativo a Carpi. Nella seconda diocesi di Modena le richieste sono invece più che raddoppiate passando dalle 4 del 2015 alle 10 dell’anno appena trascorso. Anche il dato di Reggio è in sensibile aumento, visto che le richieste sono passate da 21 alle 32 analizzate nei dodici mesi appena trascorsi.
Complessivamente, nel corso del 2016 le cause trattate sono state 221 e quelle definite con sentenza definitiva sono 93. Di esse 91 sono terminate con la nullità del vincolo matrimoniale davanti a Dio. Il vicario Tazzioli ieri ha illustrato anche le cause degli annullamenti. Una manciata di matrimoni sono stati chiusi per bigamia (un caso), errori vari, infedeltà, violenza mentre ben 29 (32 nel 2015) si sono conclusi per impossibilità di generare prole.
Ben 55 matrimoni sono stati invalidati perché uno o i due coniugi avevano forme gravi di nevrosi o disordini accentuati della personalità. Mentre 56 lo sono stati per cause di natura psichica come ad esempio il diritto canonico ritiene essere il masochismo, l'omosessualità, il sadismo, la ninfomania, il narcisismo, l'alcolismo o l'immaturità psico-affettiva. Tazzioli spiega i dati del “suo” tribunale: «Spesso io e gli altri giudici rileviamo una grande litigiosità delle parti. Un tempo non era così e ora purtroppo cala, e molto, il numero delle celebrazioni sia religiose che civili».
Alla inaugurazione anche il vescovo di Modena: «Non è terminato il tempo di don Vittorino: la sua competenza e passione resteranno con il ruolo di vicario giudiziale emerito. Anche se in realtà andrebbe “giubilato” visto che ha prestato servizi qui per quasi 49 anni. Lui pensava ai codici anche durante l'anestesia per una recente operazione».
Conclude il vescovo di Reggio Massimo Camisasca: «Le cause nel nostro tribunale in generale sono in diminuzione, non tanto perché i matrimoni diventino più solidi, tutt'altro, quanto perché se ne celebra un numero infinitamente minore. E' in piena crisi l'istituto del matrimonio e così entra in crisi la società. Accadeva anche al tempo degli antichi romani»
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