Caos Lega: «Faremo valere i nostri diritti»
Fabio Ferrari, militante da circa vent’anni: «Espulsioni? Vinci e Melato fanno il male del partito»
REGGIO EMILIA. «Per quanto mi riguarda, sostenere che si tratta di una battaglia fra bossiani e salviniani è falso. Non è una questione tra dissidenti. Da Reggio a Ferrara, fino a Bologna e Piacenza c’è tanto malcontento. Siamo in tanti e ci faremo sentire. E io farò valere i miei diritti». Non accenna a placarsi la polemica in casa Lega Nord per il pugno duro adottato dal segretario emiliano, Gianluca Vinci, capogruppo in Sala Tricolore, e dal commissario provinciale, Matteo Melato. Fra i colpiti da una richiesta di espulsione, anche lo storico militante scandianese, Fabio Ferrari, che non ci sta ad essere sbattuto fuori dal partito senza lottare. E, dopo essersi difeso già davanti al federale, anche ieri è tornato a Milano, per chiedere conto della sua situazione.
«Mi hanno contestato cose che non c’entrano nulla con la Lega – attacca Ferrari – come ad esempio il fatto di non essere andato a una manifestazione, dicendo che ero a un pranzo tra amici. Non era vero. E l’ho dimostrato al federale, smontando le contestazioni una ad una davanti ai garanti: ero a Milano per lavoro, con tanto di documentazione». È da tempo che la segreteria emiliana ha inoltrato nei confronti di Ferrari una richiesta di espulsione. Tutt’ora ferma davanti al federale. A settembre, invece, c’è stato il commissariamento della sezione delle zone ceramiche, mentre a fine dicembre per Ferrari è arrivata una lettera di declassamento, passando da militante a semplice sostenitore. Provvedimenti che lo stesso Ferrari, da vent’anni nella Lega, respinge ai mittenti: «Hanno commissariato la sezione dicendo che non facevo attività e di non essere in linea con il partito - aggiunge l’esponente del Carroccio – non è vero niente. Così come il declassamento. Ho fatto attività sempre, con tanto di gazebo. Non si possono colpire persone solo perchè hanno opinioni diverse. Non siamo dissidenti. Abbiamo sostenuto Bossi, Maroni e Salvini. Ho sempre lavorato in funzione della segreteria Durante la campagna elettorale, ero candidato sindaco a Castellarano. Vinci e Melato invece mi hanno fatto fuori senza dirmi niente, contro ogni regolamento, candidando uno che non è della Lega. E ora in consiglio la Lega non è rappresentata». Ferrari era sostenitore di Rancan all’ultimo congresso regionale, nel quale Vinci è stato eletto segretario emiliano. E non esclude che sia partita una campagna di epurazioni verso chi non lo ha sostenuto: «Ho avuto incarichi a livello provinciale e nazionale. Non ci sto a passare come uno che non ha ottimi rapporti con Salvini. Vinci e Melato si nascondono dietro false questioni. E non fanno il bene della Lega. Il motivo? Stanno cercando di fare una blindatura fra i loro sostenitori dentro la Lega. Ma non sono affatto blindati. E non è questo il modo per far crescere il partito. C’è un grande malumore nel partito. E non è vero che tutto va bene, come vogliono far credere. Perché non fanno il congresso provinciale? Il commissariamento tecnico doveva durare solo sei mesi. Dura da oltre un anno. Ma noi non staremo fermi e zitti. Siamo in tanti e ci faremo sentire. Se ne vadano loro. Non fanno affatto il bene della Lega». (e.spa.)
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