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Controllo Vicinato, 31 volontari a Rubiera

Controllo Vicinato, 31 volontari a Rubiera

Hanno aderito sul web al progetto lanciato dal Comune che ora pensa anche ai carabinieri in pensione

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RUBIERA. Sono pronti a fare le sentinelle sul territorio per segnalare veicoli sospetti, presunti truffatori o ladri. Sono uomini e donne di età e zone diverse della città ma tutti con la stessa ambizione: lavorare come “Controllori di vicinato” per la sicurezza comune. A cinque giorni dal lancio del progetto, 31 persone hanno raccolto l’invito del Comune di Rubiera: «Facciamo sicurezza insieme. Costruiamo strategie e collaborazione. Teniamoci per mano».

I volontari per la sicurezza hanno dato la propria adesione sul sito www.controllovicinatorubiera.ml e ora attendono che il Controllo del Vicinato diventi realtà. «Ci siamo mossi dopo l’ordine del giorno approvato all’unanimità il 10 febbraio dal consiglio comunale – spiega il sindaco Emanule Cavallaro – La delibera ci autorizza a recepire il protocollo prefettizio in dirittura d’arrivo. Già 31 persone hanno aderito ed è importante anche che l’iniziativa sia stata lanciata in maniera collegiale da tutte le forze politiche rubieresi senza strumentalizzazioni».

Cavallaro ha già pronta la road map una volta arrivato il protocollo della prefettura: «Partiremo con la formazione dei cittadini in tema di sicurezza e contatto con le forze dell’ordine. Stabiliremo un sistema di comunicazione che potrebbe anche non essere WhatsApp ma un’altra applicazione». Ma non è tutto: «L’altra iniziativa ci vede a fianco dell’Associazione nazionale carabinieri per coinvolgere i militari in pensione. Stiamo preparando una convenzione per poter sfruttare nell’interesse di tutti l’addestramento e l’attività sul campo che hanno maturato negli anni».

Lavoratori, casalinghe e pensionati in campo per la sicurezza comune grazie a un progetto che, sottolinea Cavallaro, ha anche un’altra funzione sociale: «Sicurezza partecipata significa anche recuperare ciò che accadeva in passato quando i vicini si conoscevano tra loro e “sentivano” in pieno il proprio paese». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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