Ex Cormo, ora entra in gioco il sindaco
San Martino in Rio: Legacoop e Regione disertano l’assemblea. Fuccio convoca le parti in municipio
SAN MARTINO IN RIO. Fino all’ultimo momento hanno sperato di vederli entrare nel salone per partecipare alla loro assemblea, perchè erano loro gli “ospiti speciali”: l’assessore regionale alle attività produttive, il commissario di Open.Co e (soprattutto) il presidente di Legacoop.
Ma gli operai e le operaie della ex Cormo sono rimasti a bocca asciutta. Nessuno si è resentato all’appuntamento. In fondo ci sono anche abituati, visto che da due anni sul loro futuro di lavoratori e sul destino dello stabilimento di via Magnanini operante nel settore di serramenti in legno, alluminio e pvc, sono stati spesi fiumi di parole ma senza niente di concreto.
Però non è stata un’assemblea a vuoto, come tiene a sottolineare Rudi Zaniboni della Fillea-Cgil, il sindacato di cateria del settore legno, edili e lapideo: «Dopo l’ultimo tavolo regionale, ci aspettavamo almeno dall’assessore Palma Costi l’invio di un suo rappresentante; mentre per il commissario Trombone ci possono essere delle giustificazioni, non capiamo l’atteggiamento di Legacoop che non si è nemmeno degnata di mandare almeno qualcuno della sede territoriale. L’unico presente è stato il sindaco Paolo Fuccio che ha voluto così ribadire l’attenzione dell’ente comunale per le vicende della ex Cormo (la cooperativa è infatti diventata Open.Co dopo la fusione con la Coop Legno di Castelvetro, ndr)». «Ma non solo – prosegue il sindacalista – il sindaco ha detto ai lavoratori che per sabato prossimo alle 10.30 ha convocato in municipio i principali soggetti di questa vertenza: il commissario Trombone (Open.Co è in liquidazione, ndr), Parmaporte, l’azienda che ha manifestato un interesse per il bando d’affitto della ex Cormo e Legacoop. E da questa riunione i lavoratori si aspettano finalmente qualche risposta concreta».
L’impegno del sindaco Fuccio è stato accolto con grande favore dall’assemblea, tanto che i lavoratori hanno chiesto al primo cittadino di «essere il loro garante» in questo incontro. «I lavoratori – conclude Zaniboni – hanno deciso di non prendere altre iniziative in attesa di sapere che cosa verrà fuori dal vertice di sabato. Non andranno nemmeno sotto il municipio per evitare tensioni. Aspetteranno e poi decideranno che cosa fare».
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