«Il Codice Appalti è una beffa»
Ventasso, imprenditori locali contro i nuovi criteri di assegnazione dei lavori
VENTASSO. «La crisi dura da 10 anni, ed ora si aggiunge anche la beffa» è l’opinione di alcuni imprenditori dell’alto Appennino che contestano le nuove normative e indicazioni nazionali del Codice degli Appalti. «L’applicazione che gli enti e la pubbliche amministrazioni stanno dando al Codice – dicono – vede la possibile aggiudicazione di un appalto attraverso sorteggi casuali, dove il merito, la professionalità e la serietà non contano nulla. Questa modalità affida al caso il futuro delle piccole e piccolissime imprese del territorio, l’occupazione e la conseguente qualità della vita. Ad un sorteggio, ad una lotteria, sono affidate la possibilità di garantire lavori di qualità per le nostre comunità come la costruzione e la manutenzione di strade, scuole, edifici pubblici, nonchè la prevenzione del dissesto idrogeologico, lavori portati sinora a termine nei tempi stabiliti, completati nell’ambito delle risorse assegnate, anche per un giusto e sentito spirito di appartenenza da parte delle imprese della montagna. Chi amministra un territorio – sostengono ancota gli imprenditori – ha il sacrosanto dovere di valorizzare il proprio tessuto imprenditoriale. Sono a rischio 70-80 posti di lavoro nel territorio dal crinale alla prima collina entro il 2017. Conseguenza logica di ciò sarà la disoccupazione e l’impoverimento della collettività, l’esodo di persone e intere famiglie. Da anni stiamo assistendo a seminari sulle opportunità economiche del territorio montano per l’agricoltura, il turismo, i menù a km 0; tutto molto condivisibile, ma esiste anche un tessuto di micro imprese che creano e hanno creato ricchezza reale, verso le quali non vi è mai stata la minima attenzione. Tra non molto tutto questo potrebbe essere un ricordo. La nuova normativa? Un tentativo pensato male ed attuato peggio, di recepire una direttiva europea. Siamo preoccupati dal consolidarsi di procedure che non selezionano in base al merito, alla professionalità ma affidano tutto al caso. Ci si aspettava, dal nuovo codice, un mercato aperto, concorrenziale, un’occasione per le imprese basata su professionalità, impegno, storia, onestà, ma non c’è nulla di tutto questo». «I primi risultati sono sotto gli occhi di chi conosce il settore: poche opportunità di alcune decine di migliaia di euro, importanti per la sopravvivenza di micro imprese locali, sono state appaltate dagli enti pubblici a imprese di altre regioni» concludono. (l.t.)
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