La famiglia che creò dal nulla un grande impero
La storia della Artoni trasporti è emblematica di una famiglia che ha creato dal nulla un piccolo impero. Il fondatore si occupava in effetti di trasporti ma poi, dal condurre un veicolo, è passato a...
La storia della Artoni trasporti è emblematica di una famiglia che ha creato dal nulla un piccolo impero. Il fondatore si occupava in effetti di trasporti ma poi, dal condurre un veicolo, è passato a condurre un’azienda. La figlia Anna Maria è stata per alcuni anni ai vertici dei Giovani imprenditori e ha ricoperto incarichi confindustriali in regione. La sede guastallese (foto) è solo il fulcro di una organizzazione complessa che conta 39 sedi sparse lungo la penisola da Sondrio a Bari. Artoni è un marchio storico che assicura occupazione a 581 lavoratori ma garantisce l’attività ad almeno altri 2.500 fra piccoli padroncini, cooperative, organizzazioni del terziario.La disputa che ha rallentato – bloccato?– il passaggio alla Fercam ha riguardato, almeno inizialmente, poco più di una ventina di filiali. Fra le sedi più vicine ce ne sono due in Toscana, a Calenzano e Pontedera, oltre che a Bologna e Valdaro di Mantova) solo per citare alcune ubicazioni. Purtroppo i bilanci non sono più attivi da qualche tempo. Nel 2013 la perdita di esercizio ha raggiunto i 42 milioni; sono stati 12 nel 2014. (l.v.)
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