Gazzetta di Reggio

Reggio

Oltre 3 milioni di persone uccise

Oltre 3 milioni di persone uccise

Tra esperimenti di una crudeltà assoluta e ragazzi fatti morire per congelamento

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Un luogo di morte e di dolore dimenticati. Già, perché Saschenhausen, il complesso a poche decine di km da Berlino vicino alla città di Oranienburg, racconta tutta un'altra storia. «E' stato costruito negli stessi mesi in cui qui c'erano le Olimpiadi, nello stadio in cui l'Italia poi ha vinto il mondiale nel 2006. «Adesso - dicono i ragazzi - quando c'è un mondiale di calcio tutti pensano solo a quello, in mezzo mondo. E lo stesso vale per l'Olimpiade. Qui pensavano alle Olimpiadi e a costruire il campo di prigionia perfetto, è impressionante». Ed è impressionante anche conoscere i volti che potevano prendere il dolore e la morte. «Alcuni racconti hanno fatto venire i brividi. Un gruppetto di studenti cecoslovacchi, finiti qui da un campo di lavoro, è stato annaffiato di acqua gelata e poi fatto morire congelato solo per divertimento, una crudeltà assurda», raccontano gli studenti reggiani. E non mancavano gli esperimenti, che colpiscono un gruppetto di amiche: «Ho ancora i brividi. In questo campo venivano fatti dei test. Sugli scarponi militari ad esempio: per collaudare gli scarponi che poi i soldati avrebbero portato al fronte, facevano camminare per lunghe ore senza sosta i prigionieri lungo i campi, e non potevano fermarsi. Morivano sfiniti». Non meno allucinanti i test sulle creme per le ustioni: «La Germania era spesso bombardata, le città prendevano fuoco e i nazisti dovevano pensare ai feriti. A Saschenhausen davano fuoco ai prigionieri e provavano a curare le ustioni con diversi tipi di creme e di medicinali, per capire quale era il più efficace». Del campo fa male vedere anche l'enorme varietà di prigionieri e di vittime. Fra loro, tanti prigionieri di guerra sovietici, spesso ragazzini arruolati nell'Armata Rossa che Stalin, preoccupato dell'invasione nazista, stava allarganda a dismisura. In totale oltre tre milioni di persone morte, soldati non caduti in combattimento, ma uccisi in prigionia, disarmati, contro ogni legge di protezione internazionali. I motivi? Un doppio odio, quello razzista contro gli slavi e quello politico contro i comunisti. A Sachsenhausen ne furono uccisi oltre 15mila, giustiziati o condannati alla fame e al freddo. Il campo ricordare questi ragazzi dell'Armata Rossa e lo fa con una delle foto più struggenti, sette primi piani vicino al luogo delle esecuzioni. (adr.ar.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google