«Scelta di responsabilità dopo il no al referendum»
Campegine, Antenore Cervi sostiene il passo indietro fatto dal sindaco Paolo Cervi conferma: «La mia è una decisione definitiva, non mi ricandiderò»
CAMPEGINE. «Confermo che non mi ricandido. Menozzi? Spero che sciolga presto la riserva», ha dichiarato il sindaco di Campegine Paolo Cervi.
Il giorno dopo la notizia della non ricandidatura del sindaco, arrivano le prime reazioni. «Paolo ha amministrato bene e ha fatto un passo indietro per il bene del partito» ha spezzato una lancia in sua difesa Antenore Cervi. L’indiscrezione che Daniele Menozzi, 42 anni, già primo cittadino per due mandati (dal 1998 al 2007), sia il candidato sindaco per la lista civica appoggiata dal Pd alle prossime elezioni amministrative del 2017 (si voterà in primavera, la data sarà stabilita dal Ministero degli Interni), ha sollevato un polverone nel paese dei fratelli Cervi. Menozzi ha addotto i molteplici impegni, professionali e amministrativi (è assessore all’Urbanistica e dell’Edilizia privata nella giunta Moretti di Sant’Ilario) come motivazione del suo tentennamento. «Ci devo riflettere, scioglierò la riserva a fine febbraio» aveva affermato Menozzi, unico nome rimasto sul tavolo del gruppo di lavoro costituito dal Pd che, dal dicembre scorso, è impegnato in una operazione di scouting che ha esplorato anche altre strade, rivelatesi però impraticabili.
Da parte sua Paolo Cervi ha confermato di aver rinunciato all’ipotesi di un secondo mandato, nonostante un mese prima, in un intervista alla Gazzetta non avesse escluso una sua ricandidatura «Non eravamo pronti, i tempi non erano maturi - ha dichiarato ieri - Menozzi è un caro amico, una persona capace e stimabile: la sua candidatura è condivisa».
Cervi, però, non si sbilancia di più. «La lista? Ora c’è la sua, io termino il mio contributo verso la comunità. Non è il momento di bilanci». Il nome di Menozzi ha raccolto il consenso di varie anime del paese, non di stretta ortodossia Pd, che hanno letto i no al referendum (a Campegine il record del 75%) come un giudizio sull’operato dell’attuale dirigenza. Una lettura che viene smentita con forza da Antenore Cervi, consigliere comunale per dieci anni, cugino di Paolo nonché eminenza grigia del partito locale: «Non mi esprimo su Menozzi, vedremo se accetterà. Paolo, che poteva benissimo continuare, ha scelto di fare un passo indietro, compiendo un grosso sacrificio personale e dimostrando senso di responsabilità, perché altrimenti si sarebbe vociferato che il partito non tiene conto dell’esito referendario». «L’argomento referendum finora ha catalizzato e coagulato le opposizioni, che lo hanno usato in modo strumentale - ha spiegato - era una proposta avanzata per risolvere alcuni problemi del Comune: la gente ha scelto, la proposta è stata bocciata. Le amministrative sono un’altra partita». Ma l’apprezzamento del Pd sulla giunta Cervi, ha concluso Antenore, è fuori discussione: «Questa giunta è riuscita nell’impresa di mantenere i servizi inalterati, rispetto agli anni in cui c’erano 500mila euro in più a disposizione».
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