Scippi seriali, si dà la caccia a più malviventi
Indizi e testimonianze lasciano pensare che dietro i colpi ci siano più ladri e non la mano di uno solo
REGGIO EMILIA. Ventisette casi di scippi e rapine negli ultimi due mesi ai danni di persone che stavano tranquillamente passeggiando in città. E fra questi oltre una dozzina sono stati compiuti in appena dieci giorni, fino al 3 febbraio scorso, in zona Mirabello, tanto da far sospettare per diverso tempo l’esistenza di uno “scippatore seriale”. Un uomo che colpiva donne di ogni età, ma soprattutto anziane, tutte sole o accompagnate dai propri figli, colpendole alle spalle per poi fuggire in bicicletta o a piedi con le loro borsette.
Le indagini, condotte da carabinieri e polizia, che al momento non hanno ancora portato all’identicazione dei malviventi, stanno però facendo emergere un’altra realtà.
Che vede una situazione molto più frammentata e complicata rispetto alla comoda e romanzesca interpretazione di un malvivente solitario.
Le testimonianze raccolte, infatti, fanno sempre più supporre che in realtà dietro i colpi compiuti ai danni delle povere donne ci siano più soggetti, forse almeno tre diversi.
Al momento infatti nessuna testimonianza è stata in grado di far ricondurre tutti gli scippi a un solo uomo. Talvolta cambia la bicicletta a bordo della quale viaggia il ladro, ora di un colore e poi di un altro. Anche altezza e corporatura paiono non essere sempre le stesse così come gli abiti. L’etnia poi resta il mistero più grande. Se infatti quasi tutte le vittime sono concordi nel dire che era di carnagione scura c’è chi ha parlato di un nordafricano, forse un magrebino, chi invece ha descritto un uomo con pelle più scura. Quello che è certo, però, è che dal 3 febbraio, data dell’ultimo scippo, la scia si è interrotta. Merito soprattutto della task force messa in campo dalle forze dell’ordine reggiane per presidiare il territorio, che hanno scoraggiato eventuali malintenzionati.
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