Firme sulla sicurezza presto sul tavolo del ministro Orlando
Scandiano, il sindaco sui 15mila “sì” alla petizione online «Intercettato un problema reale, l’eco nazionale ci aiuta»
SCANDIANO. Quindicimila firme da usare come grimaldello per far ripartire l’iter del pacchetto giustizia fermo al Senato. È questo l’obiettivo della petizione lanciata dai sindaci dell’Unione dei comuni Tresinaro-Secchia. La richiesta di azioni immediate per garantire la certezza della pena, lanciata con una sottoscrizione su change.org, sarà infatti presentata al ministro Orlando e ai vertici di Camera e Senato.
La raccolta firme partita da Baiso, Casalgrande, Castellarano, Rubiera, Scandiano e Viano ha raggiunto un inatteso eco nazionale che può essere importante per il suo successo. «È una cosa che ci dà forza –, conferma Alessio Mammi, sindaco di Scandiano –. Abbiamo tante firme dalla provincia di Reggio e altrettante da tutto il resto d’Italia. Significa che c’è un vuoto normativo su un problema sentito».
Un problema che, non a caso, è stato intercettato proprio dai primi cittadini. «Abbiamo messo al centro del dibattito un’esigenza vera – conferma Mammi –. I sindaci sono i referenti istituzionale più vicini ai cittadini. Conosciamo i problemi reali e siamo ancora capaci di intercettare i bisogni concreti».
Un bisogno che il primo cittadino di Scandiano cerca di portare da mesi all’attenzione del governo e del parlamento. «Già la scorsa estate – spiega Mammi – ho scritto all’allora presidente del consiglio Renzi e ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, per spiegarli le preoccupazioni e le richieste che ricevo ogni giorno sul tema della sicurezza».
Al centro della petizione lanciata da Mammi e dagli altri sindaci – Fabrizio Corti, Alberto Vaccari, Giorgio Zanni, Emanuele Cavallaro e Giorgio Bedeschi – c’è la richiesta di rivedere le attuali norme e le previsioni di pena minima perché in molti casi rischiano di rendere inapplicabili le misure preventive per impedire il reiterarsi di reati e la fuga. Un tema su cui tuttavia si rischia di passare per forcaioli e populisti. «È un rischio che non corriamo, la nostra è una iniziativa costruttiva – conclude Mammi –. Uno Stato che non garantisce la sicurezza fa perdere ai cittadini la fiducia nelle istituzioni. Noi invece vogliamo restituire credibilità tanto a noi sindaci quanto all’intero sistema».
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