Gazzetta di Reggio

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I dipendenti della Artoni in sciopero contro Fercam

di Luigi Vinceti
I dipendenti della Artoni in sciopero contro Fercam

La Filt Cgil chiede l’apertura di un tavolo al ministero dello Sviluppo economico Il segretario Morini: «Non si sono presentati all’incontro, e danno la colpa a noi...»

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REGGIO EMILIA. Sciopero generale, per tutta la giornata di ieri, dei dipendenti della Artoni Trasporti e delle sue sedi periferiche con presidi collocati davanti a diverse filiali della Fercam, dislocate in varie regioni della penisola. Una protesta collettiva che ha dato la massima visibilità alla interruzione delle trattative che dovevano servire a regolare l’acquisizione del gruppo imprenditoriale reggiano, specialista nei trasporti, da parte della impresa altoatesina.

Una semplice sospensione o un contrasto irrimediabile?

«La proclamazione dello sciopero è la risposta a un comportamento decisamente scorretto – precisa Danilo Morini segretario nazionale della Filt Cgil – perché noi abbiamo regolarmente partecipato alla procedura d’incontro che era stata aperta dai titolari della Fercam. Sino a venerdì scorso ci siamo confrontati apertamente. Ma le azioni che hanno fatto seguito dimostrano la reale volontà dei titolari della impresa altoatesina. Dopo il primo approccio, ci eravamo infatti aggiornati per un nuovo appuntamento all’inizio della settimana corrente. Noi c’eravamo mentre nessuno di loro si è presentato. Abbiamo cercato di allacciare un nuovo contatto, trasmettendo una nota scritta nella quale abbiamo dichiarato la nostra piena disponibilità a trovare una soluzione su tutti i temi sul tappeto. In pratica una accettazione delle richieste della Fercam che, fra l’altro, non avrebbe comportato alcun onere per l’azienda. Risultato? Nemmeno la cortesia di una risposta. E anzi è arrivato il loro annuncio, direttamente ai giornali, della volontà di bloccare totalmente l’operazione in corso. In questo modo vanno a ricadere esclusivamente su di loro le responsabilità del licenziamento di centinaia di persone. E pensare che hanno tentato di attribuire a noi le colpe del mancato accordo. Una accusa che respingiamo in pieno. Sono stati solo loro ad interrompere ogni dialogo».

A questo punto lo stallo è evidente e diventa decisamente problematico pensare a uno sbocco concreto alla vicenda.

La Filt Cgil però non si arrende ed è di ieri il nuovo passo in avanti compiuto dal sindacato per tornare al confronto.

«Abbiamo avanzato richiesta al ministero dello Sviluppo – precisa Morini – per l’apertura di un tavolo di discussione, allo scopo di affrontare il tema della occupazione di tanti lavoratori. Il problema ci sta particolarmente a cuore. Vedremo se, almeno in quella sede, si potrà tornare a discutere di argomenti concreti legati ai rapporti fra la Artoni e la Fercam. Speriamo di avere in breve tempo l’assenso e una convocazione che potrebbe aiutare a ridar vita ad un fruttuoso dialogo».

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