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I maestri d’intarsio donano un tavolino alla Barchessa di Villa Aiola

I maestri d’intarsio donano un tavolino alla Barchessa di Villa Aiola

MONTECCHIO. Ci sarà anche l’assessore alla Cultura del Comune di Montecchio, Angela Marchetti, domani nella sede dell’associazione “La bottega di intaglio e tarsia” di Villa Aiola quando il...

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MONTECCHIO. Ci sarà anche l’assessore alla Cultura del Comune di Montecchio, Angela Marchetti, domani nella sede dell’associazione “La bottega di intaglio e tarsia” di Villa Aiola quando il presidente della stessa, Lauro Zambelli, consegnerà al collega della “Barchessa”, Giuliano Lusetti, un tavolino realizzato con la tecnica della tarsia.

Realizzato dalla bottega, il tavolino, scelto come simbolo di rappresentanza della “Bottega di intaglio e tarsia”, sancirà la collaborazione tra associazioni del territorio di Montecchio, all’insegna del recupero di antiche tecniche di lavorazione artistica del legno.

È un sunto del lavoro della bottega: un concentrato di abilità e passione. La storia della bottega racconta che l’allora presidente della Barchessa Eliseo Fantuzzi con l’amico Riccardo Boselli, fondatore della bottega, si adoperarono con il sostegno del Comune per avviare questa meravigliosa avventura che porta avanti tecniche di lavorazione artistica del legno ormai rare.

Nel luglio del 1989 nacque la scuola di intaglio, disegno e pirografia, realizzando così il sogno del maestro Fondatore della bottega Riccardo Boselli. Senza il fondamentale contributo della Barchessa e del Comune di Montecchio la scuola, oggi associazione, avrebbe faticato a decollare.

Da allora grazie a aoci caparbi e decisi, la scuola si è adoperata per continuare la tradizione con l’intento di tramandare quell’abilità di bottega che aveva reso famosa la città di Montecchio grazie alla fama dei fratelli Brindani, a fine ’800. Fu il maestro Ettore Sciotti, entrato a far parte dell’associazione nel 1994, che svelò i segreti dell’ebanisteria per la costruzione dei tavolini stile Rolino con relativa tarsia a lastronatura. Dai suoi insegnamenti i soci della bottega hanno potuto realizzare l’opera donata alla “Barchessa”: un’opera corale di soci e allievi coordinati dal Maestro Giovanni Cartinazzi.

La tipologia di tavolini a piano rettangolare, denominati anche “Prussiane”, venivano decorati con tarsie a motivi geometrici o floreali, al centro con figure di carattere storico, epico, religioso, vedute o paesaggi. Generalmente ricavati ad incastro, i disegni centrali venivano ritagliati da due lastre lignee di essenze diverse e sovrapposte ottenendo così una parte chiara del disegno e una controparte più scura per lo sfondo. Nel tavolino che verrà donato sabato, il disegno centrale rappresenta una divinità alla guida di una biga, ripresa a suo tempo da fotografie dell'ottocento che riproducevano gli affreschi di Perin Del Vaga del 1521 della sala dei Pontefici nelle Logge Vaticane.

Il tavolino sarà esposto al museo della civiltà contadina curato dall’associazione la “Barchessa” di Villa Aiola, dove potrà essere visto toccato e vissuto da tante persone, curiosi ed appassionati.

La prima occasione utile per visitare il museo e il pezzo donato sarà la fiera del 1° Maggio Aiolese, organizzata dall’associazione “Barchessa”, nell’ambito della quale sarà anche possibile visitare la mostra di opere di intaglio e tarsia allestita dalla Bottega. (a.z.)

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