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Manodori, 500mila euro alle imprese sociali

Manodori, 500mila euro alle imprese sociali

Il fondo accrescerà le garanzie delle aziende. Faietti: «Vogliamo consolidare una nuova rete di lavoro»

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REGGIO EMILIA. La fondazione Manodori ha ratificato ieri in un incontro con le cooperative sociali aderenti a Confcooperative l’impegno straordinario a favore del welfare avviato l’anno scorso. Oltre ai contributi ordinari erogati ogni anno la fondazione ha emanato due bandi specifici, denominati Welcom e Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, e ha stanziato mezzo milione di euro per accrescere le garanzie delle imprese sociali che, per promuovere nuovi investimenti, ricorrono a finanziamenti di Banca Prossima, con la quale martedì scorso è stata varata una specifica convenzione.

Questi tre interventi segnano una decisa svolta nell’iniziativa della Manodori, che ora si propone come uno dei grandi motori di innovazione in campo sociale nel nostro territorio, rafforzando la sua azione a sostegno delle associazioni e delle cooperative sociali.

Lo hanno sottolineato, durante l’incontro, Riccardo Faietti, componente del Consiglio di amministrazione della Manodori, e Enea Burani, membro del Consiglio generale su indicazione del Forum del Terzo Settore. «L’obiettivo primario – ha detto Burani – è quello di consolidare una nuova rete di lavoro e di relazioni che assicuri maggior valore al lavoro di ciascuno e maggiori integrazioni tra azioni e progetti che coinvolgono e hanno ricadute rilevantissime su persone, famiglie, servizi, coesione sociale».

Un primo banco di prova potrebbe essere l’imminente avvio dei gruppi di lavoro impegnati sul progetto Welcom e, in particolare, sui cantieri di comunità dell’area Nord, fra stazione, quartiere Mirabello e Santa Croce. «È un esempio – ha detto Faietti – di come la fondazione si fa promotrice di nuove relazioni e azioni comuni e di una modalità di coprogettazione che va ben oltre i confini della contribuzione ordinaria».

«Queste nuove azioni – ha commentato Matteo Caramaschi, presidente di Confcooperative – investono anche quelle povertà educative che vedono impegnate diverse cooperative sociali. Sanciscono il passaggio da una semplice interlocuzione ad una più marcata e autentica collaborazione, sicuramente più adeguata alle tante emergenze che il pubblico e il privato sociale si trovano ad affrontare in una logica di sussidiarietà».

Nel 2016 le quasi ottanta cooperative e imprese sociali di Confcooperative hanno presentato alla Fondazione 24 domande per un ammontare complessivo di 703.000 euro a fronte di progetti il cui valore ha sfiorato gli 1,7 milioni. Quasi il 24% della richiesta complessiva è stato accolto dalla Fondazione, con una erogazione pari a 167.000 euro, «La relazione con la Manodori – ha rilevato Roberto Magnani, responsabile dell’area welfare di Confcooperative - ha consentito di misurare gli effettivi impatti delle azioni sostenute».

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