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Menozzi a un passo dalla candidatura

di Ambra Prati
Menozzi a un passo dalla candidatura

A fine mese smette di lavorare come manager alla coop Sicrea: lettera di dimissioni già inviata. Il Pd correrà da solo

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CAMPEGINE. Daniele Menozzi candidato sindaco Pd alle prossime elezioni amministrative 2017: pare cosa fatta. Sebbene l'interessato abbia dichiarato che ci sta riflettendo e che scioglierà la riserva solo a fine febbraio, perché i suoi impegni professionali sarebbero inconciliabili con quelli amministrativi, sul tavolo di Sicrea, la coop dove Menozzi svolge un ruolo manageriale, è già arrivata la sua lettera di dimissioni. Dimissioni che saranno effettive da fine febbraio.

Certo, il dato di per sé non è risolutivo – Menozzi potrebbe aver deciso di cambiare lavoro per motivi personali – ma attesta che le grandi manovre preelettorali del gruppo di lavoro creato dal Pd hanno imboccato una strada precisa. Il circolo Pd, mentre si dichiara in attesa della decisione definitiva di Menozzi, sta proseguendo nello scouting per formare la lista civica che si presenterà alle urne sondando diversi soggetti politici indipendenti, figure quanto più possibile eterogenee e rappresentative delle varie anime del paese, almeno per quanto riguarda la rosa dei possibili consiglieri.

Nel fermento in vista delle urne, anche l’opposizione si sta muovendo. Pare che uno dei due consiglieri della lista civica “Uniti per il cambiamento” – unica opposizione che fa da contraltare ai cinque rappresentanti della maggioranza “Uniti per Campegine” eletti con l'attuale sindaco Paolo Cervi – abbia intenzione di non ripresentarsi tra le file della minoranza.

«In questa situazione Campegine rischia seriamente di non avere una lista d’opposizione – dice Giuseppe Artioli, portavoce di Rinascita Campeginese, il comitato che si è battuto per il no alla fusione –. Noi al momento siamo l'unica voce critica».

Rinascita potrebbe decidere di entrare in gioco nell’imminente tornata elettorale, mettendo a frutto il consenso riscosso con l'esito referendario? Artioli replica secco: «Il nostro è un movimento, non può essere un partito. In ogni caso, ci riuniremo entro una settimana per fare il punto della situazione». Sulla difesa a spada tratta che Antenore Cervi (ex amministratore, cugino di Paolo, addentro al partito locale) ha espresso sull’operato della giunta Cervi – ha dichiarato che l’attuale sindaco ha ben operato e ha fatto un passo indietro per il bene del partito, per non offrire l’argomento-fusione alle strumentalizzazioni elettorali - Artioli commenta: «Apprendiamo ora che il partito campeginese è in mano a un’unica famiglia. Se questo è il vero motivo della non ricandidatura di Cervi, allora dovrebbero dimettersi anche gli altri sindaci sconfitti dalla fusione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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