Unimore e Cna in campo per la formazione
Gli studenti faranno tirocini nelle imprese dell’associazione. Il prorettore: «Dialogo coordinato»
REGGIO EMILIA. Un “matrimonio” – di affetto e d’interesse - è stato celebrato ieri mattina, nella sede accademica di viale Allegri, fra l’Università reggiana e la sezione provinciale della Cna, Confederazione nazionale dell’artigianato. Una cerimonia semplice ma piena di slancio, che ha sancito un’alleanza di impegni e di ideali basati sui principi di “educazione ed innovazione”, binomio strategico per lo sviluppo dell’economia locale. In pratica, gli studenti potranno avvicinarsi alle piccole e medie imprese del territorio per compiere tirocini, sperimentare progetti e approfondire concretamente idee che emergono durante il corso di studi. Di contro, le imprese della Cna potranno utilizzare le esperienze che maturano nell’ambito universitario reggiano, con le specifiche progettualità che derivano da nuove conoscenze.
A “benedire” la convenzione, che avrà la durata di cinque anni, il prorettore Riccardo Ferretti e il presidente Cna, Nunzio Dallari. Al loro fianco, i dirigenti dei tre dipartimenti maggiormente coinvolti nella inedita iniziativa: Cristiana Martini per Comunicazione ed Economia, Eugenio Dragoni per Ingegneria, Giorgio Zanetti per la Scienza delle formazioni umane.
«Le nostre mission tradizionali – premette Ferretti – sono solitamente mirate alla ricerca e alla didattica; ora invece ci rivolgiamo anche alla produzione. In questa interazione, l’università completa il proprio impegno a favore della società e del lavoro. Per imporsi sui mercati ormai globali anche le piccole e medie unità produttive debbono miscelare le tecnologie ad una cultura interdisciplinare; al capitale umano vengono richiesti molteplici saperi. Il dialogo che oggi si apre non è occasionale ma coordinato, una sfida per orientare gli studenti al lavoro ed una opportunità per gli imprenditori, che diventano testimoni delle porzioni di sapere offerte ai nostri allievi. Si parte subito con un atto concreto, la settimana entrante, quando saranno aperte le porte del Tecnopolo e le imprese potranno visitare i laboratori di ricerca valutando gli strumenti utilizzati». Per concludere: «Con questa cordata potremo partecipare a vari bandi dalla Comunità Europea».
Analoga soddisfazione è stata espressa da Nunzio Dallari: «Il mondo sta cambiando velocemente e le nuove esigenze impongono la duplice capacità del sapere e del fare. Dunque non più solo le scuole professionali ma anche gli studi più elevati diventano indispensabili. Fra l’altro vivendo a maggior contatto con le nostre aziende gli studenti potranno capire meglio il lavoro e il mercato».
Pienamente partecipi e soddisfatti del Protocollo – che ha un precedente a Parma – anche i tre docenti: il rapporto con il mondo produttivo entusiasmerà certamente gli studenti arricchendo di idee il territorio e stimolando nuove imprenditorialità, perché i saperi dell'ateneo e delle aziende sono entrambi preziosi. (l.v.)
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