Gazzetta di Reggio

Reggio

Artoni, una crisi nazionale in bilico tremila lavoratori

Artoni, una crisi nazionale in bilico tremila lavoratori

Ieri altre 8 ore di sciopero nelle filiali del gruppo reggiano che rischia il default Braccio di ferro tra sindacati e Fercam: scatta l’appello del Pd alla responsabilità

2 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. Otto ore di sciopero e un braccio di ferro tra sindacati e aziende che rischia di far saltare il banco. La crisi della Artoni Trasporti di Guastalla è ormai una crisi di livello nazionale. Con quasi 600 dipendenti diretti, 39 filiali sul territorio e un indotto di quasi 2.500 lavoratori, parliamo di 3mila posti di lavoro in bilico da nord a sud. Ieri è proseguita infatti «la mobilitazione dei dipendenti Artoni e dei lavoratori delle imprese in appalto che, anche oggi, scioperano e presidiano i magazzini». È quanto si legge in una nota inoltrata dalla Cgil. Secondo i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, e UilTrasporti, come sottolineano in un comunicato congiunto, «nessun riscontro da Fercam. 3000 posti di lavoro, tra lavoratori Artoni e lavoratori indiretti, sono stati compromessi unicamente dal comportamento scellerato di Fercam, FercamArtoni e Artoni». Il gruppo Fercam di Bolzano il 10 novembre scorso aveva attivato la procedura per l’affitto di ramo di azienda della Artoni, gruppo reggiano in default a casa dell’eccessivo peso dei debiti e di alcuni investimenti non a margine che ne stanno affossando il futuro, nonostante i tentativi della famiglia gustallese capeggiata da qualche anno dall’ad Anna Maria Artoni. Pochi giorni fa Fercam ha compiuto un passo indietro dopo il braccio di ferro con i sindacati. Sul piatto ci sono 170 licenziamenti sui 580 dipendenti diretti. La mancata acquisizione del reparto logistica Artoni da parte della Fercam «può avere conseguenze drammatiche dal punto di vista occupazionale» denuncia la segretaria nazionale della Filt Cgil Giulia Guida sulla mancata acquisizione nel settore della logistica e dei trasporti del gruppo reggiano da parte della multinazionale altoatesina Fercam, sottolineando che «ogni giorno che passa sale la preoccupazione ed anche la tensione tra tutte le persone coinvolte con il serio rischio di effetti anche sull'ordine pubblico in un settore non nuovo a disordini e mobilitazioni come quello della logistica». «Per non disperdere un simile patrimonio di risorse umane e professionali è necessario attivare tutti gli strumenti utili a superare lo stallo che si è creato dopo la rottura delle trattative con la Fercam» affermano i consiglieri regionali di Reggio del Pd Roberta Mori, Silvia Prodi, Andrea Rossi e Ottavia Soncini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google