Gazzetta di Reggio

Reggio

I pusher conquistano le fermate dei bus

di Leonardo Grilli
I pusher conquistano le fermate dei bus

Scoperte dai carabinieri reggiani le nuove basi scelte dagli spacciatori per vendere la droga a studenti e adolescenti

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Un tempo gli spacciatori affollavano piazze e parchi pubblici della città. Oggi, invece, stanno andando alla conquista dei luoghi più frequentati dagli studenti reggiani: le fermate e i capolinea degli autobus. Questo confermerebbero gli esiti delle prime indagini condotte dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia, che hanno arrestato un nigeriano scoperto a cedere droga a un 19enne alle fermate di piazzale Europa.

I militari hanno messo le manette a un nigeriano 26enne residente in città, sorpreso a vendere alcuni grammi di marijuana. Uno scambio fugace e quasi impercettibile ma che non è passato inosservato ai militari, subito intervenuti per bloccare pusher e cliente. In disponibilità del primo una decina di dosi di marijuana già confezionate del peso di oltre 10 grammi, una settantina di euro provento dello spaccio e tre cellulari per mantenere i contatti con i clienti. Nelle mani del giovane acquirente invece i tre grammi scarsi di marijuana appena acquistati.

Ma quest’ultimo arresto sarebbe solo la punta dell’iceberg. Il fenomeno infatti è molto più ampio e dalle più note strade e piazze lo spaccio pare stia trasferendosi alle fermate e ai capolinea degli autobus, ritenuti più remunerativi dagli stessi pusher. Se infatti fino alla fine degli anni ’80 la geografia dell’anello finale della filiera dello spaccio, ovvero la consegna della dose al tossicomane, avveniva in aree o locali pubblici frequentati dalla malavita, negli anni successivi il business della vendita di stupefacenti si è concretizzato in uno spaccio sempre evidente che è arrivato sino ai nostri giorni a “spostarsi” in piazze e vie centrali delle città e nei parchi pubblici.

Ma le recenti indagini dei carabinieri stanno documentando come l’incremento della domanda stia modificando il sistema di vendita, ormai frammentato sul territorio urbano, dove gli spacciatori vengono raggiunti sui social o via whatsapp per curare le consegne alle fermate degli autobus.

In questo modo, lo spaccio avviene in maniera meno visibile: le parti sono già d’accordo e, quando si incontrano alle fermate, lo scambio si concretizza in pochi secondi, lontano da occhi indiscreti e dalle sempre più numerose telecamere che controllano la città. L’attività passerebbe così inosservata e, di contro, il bacino di utenza è garantito: lo spacciatore attende lì l’arrivo dei clienti, adolescenti che da tutta la provincia arrivano in città per raggiungere la scuola.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google