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«La Cormo si può salvare entro aprile»

«La Cormo si può salvare entro aprile»

Il sindaco Fuccio non rinuncia all’ottimismo. Oggi la riunione in municipio con Legacoop, Parmaporte e commissario

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SAN MARTINO IN RIO. «Auspichiamo di avere impegni precisi e con date altrettanto precise. In questo modo, nell’arco di un paio di mesi tutta la questione potrebbe andare a soluzione, e l’ex Cormo potrebbe considerarsi salva». Il sindaco Paolo Fuccio vuole guardare il mezzo bicchiere pieno, e con questo spirito si appresta ad affrontare, stamani, una riunione importante: quella che riguarda il futuro produttivo dello stabilimento dell'ex cooperativa Cormo, ora Open.Co, dopo la fusione con Coop Legno di Castelvetro, che vuole dire anche occupazione per decine di lavoratori.

La riunione è fissata per le 10.30 in municipio, e a questo appuntamento il primo cittadino di San Martino in Rio ha invitato il commissario Domenico Livio Trombone (Open.Co è in liquidazione), i vertici di Legacoop e Parmaporte, ovvero l’azienda che ha manifestato un interesse per il bando d’affitto della ex Cormo.

Il vertice in municipio arriva a tre giorni di distanza dall’assemblea dei lavoratori convocata dalle Rsu e dal sindacato. Anche in quell’occasione erano attesi “ospiti di riguardo” come Legacoop, assessorato regionale alle attività produttive e commissario liquidatore. Ma nessuno si è fatto vedere o a inviato qualcuno in rappresentanza. Brutto segnale, anche se in fondo i lavoratori non si facevano troppe illusioni, dopo due anni di tira e molla.

A quell’assemblea c’era invece il sindaco Fuccio, per ribadire che il Comune «così come il mio predecessore Zurlini – tiene a precisare – segue sempre con grande attenzione la vicenda della ex Cormo. Come ente comunale non possiamo certo varare un piano industriale, ma vogliamo mettere in atto tutto quello che è nelle nostre possibilità per arrivare ad una soluzione. Qui si parla di lavoro e di occupazione, e mi sembrano temi importanti. Se c’è volontà – prosegue il primo cittadino – tutto si può sbloccare. Con procedura veloce, nell’arco di un mese si può arrivare, da parte del ministero dello sviluppo economico, all’attivazione della gara d’affitto, e in poche settimane concludere. Ma, ripeto, dopo tanto tempo è arrivato il momento di avere impegni precisi e date precise».

Per la ex Cormo, come è emerso dal “tavolo di crisi” dello scorso dicembre in Regione, il canone d’affitto a base della gara dovrà essere pari o superiore a 10mila 834 euro al mese più Iva, il che fa pensare che la gara riguardi solo una parte dello stabilimento, con il trasferimento di almeno 36 dipendenti con effetto immediato ovvero nell’arco di dodici mesi dalla stipula. E nel documento finale c’è una postilla significativa: se «non dovessero pervenire offerte valide migliorative», il liquidatore è autorizzato dal ministero dello Sviluppo economico ha stipulare direttamente il contratto d’affitto di ramo d’azienda con la società Saba srl di Fidenza, vale a dire l’azienda Parmaporte, che si era fatta avanti già nel giugno scorso per rilevare una parte della ex Cormo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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