«Senza soldi la Provincia chiude»
Da Reggio Emilia l’appello del presidente Manghi: «Abbiamo incontrato Mattarella, in ballo c’è il futuro dell’ente»
REGGIO EMILIA. Alle Province ormai non resta che chiedere aiuto al Presidente Mattarella. Anche l’assemblea nazionale dell'Upi (Unione province italiane) di giovedì scorso a Roma si è chiusa con l'incontro tra una delegazione dell'Upi e il Presidente della Repubblica. In ballo c'è il futuro di questo ente che il referendum del 4 dicembre ha resuscitato. Il problema vero però è che dal 2013 a oggi i tagli ai trasferimenti sono stati pari al 40%, ovvero 2,7 miliardi di euro e le province non riescono più a chiudere i bilanci.
«Si è determinato un corto circuito - spiega il presidente della Provincia e presidente regionale Upi Giammaria Manghi al suo rientro da Roma - e si è determinata l'impossibilità di chiudere i bilanci. È stata la prima assemblea dopo il referendum e dopo i rinnovi dei consigli provinciali, ma resta il problema di come chiudere il bilancio 2017. La legge di riforma ha previsto tagli di un miliardo per il 2015, di due miliardi per il 2016 e di tre miliardi per quest'anno. Se saranno confermati, nessuna provincia potrà chiudere il bilancio».
Compresa Reggio?
«Sì. Negli ultimi due anni i tagli sono stati pari a 28 milioni di euro. O entro febbraio il governo approva il decreto sugli enti locali oppure daremo corso a un'azione decisa per far conoscere ai cittadini la situazione. Con il referendum, a cui io ho votato sì, c'è stato il riconoscimento della dignità delle province. Il riconoscimento deve avvenire nei fatti».
Insomma le Province tornano a battere cassa.
«C'è una violazione dell'art.119 della Costituzione che decreta l'autonomia finanziaria degli enti. E con questi tagli non c'è. Ai 28 milioni di tagli se aggiungiamo quelli previsti nel 2017 sarebbe impossibile chiudere il bilancio. Le Province hanno dimezzato la loro spesa e la riunione di Roma si è chiusa con la richiesta a Mattarella di intervenire sul governo perché agisca con tempestività. Siano già a febbraio e i bilanci dovrebbero essere approvati entro il 31 marzo».
Un punto di non ritorno?
«Se non accade nulla le province chiuderanno. Non basta allungare i tempi, occorre la garanzia dei finanziamenti. C'è un problema per la spesa corrente, come stipendi, spese di funzionamento e quello legato delle funzioni assegnate.
In concreto per Reggio cosa servirebbe ?
«In Italia 130mila km sono strade provinciali e a Reggio sono 960 km, gli istituti superiori a carico delle province sono 5.100 e di questi 21 solo a Reggio e le sedi sono di più. A Reggio per scuole e strade servono almeno 10 milioni. Senza interventi è a rischio la sicurezza per scuole strade».
Restano le dismissioni patrimoniali.
«A gennaio ho parlato con il Demanio per Palazzo Trivelli e l'ex Opg. Anche il caseificio dell'istituto Zanelli ha trovato interesse in alcuni soggetti che operano sul territorio. Un'operazione che va fatta però senza recidere il legame con l'istituto e la possibilità di utilizzarlo. Ma è il governo che deve intervenire: la prossima settimana incontrerò tutti i presidenti delle province della regione per decidere le azioni da intraprendere».
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