Gazzetta di Reggio

Reggio

Silvia Prodi oggi sul palco con gli anti-Renzi

di Ambra Prati
Silvia Prodi oggi sul palco con gli anti-Renzi

La consigliera regionale sarà tra i relatori di “Rivoluzione socialista”, tanti i reggiani a Roma

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REGGIO EMILIA. «Scissione sì o no? Non saprei, non ci voglio entrare, continuo per la mia strada. Nella mia relazione tratterò temi a me cari: sinistra, rappresentanza e democrazia. Mi occuperò di elaborazione politica e non di strategia. Il mio intervento era previsto da tempo, ma il quadro politico muta di ora in ora».

Silvia Prodi, consigliera regionale Pd, sarà tra i relatori oggi, al teatro Vittoria a Roma, di “Rivoluzione socialista”, l’associazione del governatore della Toscana Enrico Rossi. All’origine, una convention per pochi, finalizzata al lancio dell'associazione della quale Silvia è cofondatrice. Se non fosse che l’aggiunta di Michele Emiliano e Roberto Speranza (gli sfidanti dell’attuale segretario Matteo Renzi) e soprattutto la tempistica (il giorno prima del congresso Pd di domani, diventato cruciale per l’esito della fronda interna pro e contro la scissione) hanno acceso i fari sull’assemblea.

È curioso che, in questo momento di sommovimenti e subbugli magmatici interni al partito, prenderà la parola sul palco una Prodi, nipote di quel Romano impallinato dai suoi, oltre che quota rosa del fronte anti-Renzi.

«Silvia è stata tra i fondatori, esprime contenuti di sinistra che piacciono a Rossi e rappresenta lo spirito dell’associazione», ha affermato Lanfranco De Franco, consigliere comunale Pd sostenitore di Rossi, ex civatiano come la Prodi, che si è occupato dell’organizzazione reggiana a titolo personale.

Dalla nostra città e da Modena partiranno due minivan con una ventina di persone: tra i reggiani, oltre a Silvia Prodi, Mirko Tutino, Matteo Nasciuti (vicesindaco di Scandiano), Alessandro Roccatagliati (ex assessore alla Cultura del Comune di Reggio, ora nel Comitato Garanti Pd), «più alcuni privati cittadini e un gruppo di Giovani Democratici modenesi. Senza contare coloro che viaggeranno da soli. Il teatro contiene 600 posti, sarà pieno: sono previste delegazioni da tutta Italia, dalla Puglia al Veneto», ha spiegato De Franco, che condivide il mantra reggiano. «Mi aspetto che escano proposte concrete da fare alla maggioranza del partito, che magari le recepirà il giorno seguente. Lo spirito è evitare la scissione e rimanere nel partito. Dai circoli Pd reggiani è emerso in queste ore un univoco appello all’unità».

Più agguerrito l’assessore Mirko Tutino (area Rossi), preposto all’organizzazione nazionale e ieri già a Roma: «Se fosse per la nostra città, nessuno parlerebbe di scissione. Ma c'è il restante 99% del Paese. Temo che il segretario sia il primo a volerla e da tempo. Difficile proporsi per unire il Paese se non è in grado di tenere unito nemmeno il proprio partito».

Il riferimento è al tema caldo del fuori onda di Delrio, che De Franco ha letto così: «Mi viene qualche dubbio su chi voglia davvero dividersi: la base o il segretario, che non prende nemmeno in mano il cellulare? Considero Delrio troppo intelligente per aver avuto una “svista” di tale ingenuità: mi auguro che sia un segnale che Delrio abbia lanciato a Renzi per operare in quel senso».

Chi invece non calerà sulla capitale è Matteo Panari, assessore a San Martino in Rio, cuperliano che strizza l’occhio a Speranza: «Sono stato invitato, ma non mi è chiaro se l’associazione è propedeutica all’uscita dal partito oppure a una mozione congressuale alternativa. Io mi colloco dove c’è una alternativa a Renzi, ma dentro al Pd. Il posto migliore dove essere oggi è la seconda lezione di Accademia, la scuola di formazione promossa sempre dal Pd».

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