I novant’anni di Alì il più giovane dei gappisti reggiani
REGGIO EMIIA. Ha compiuto in questi giorni 90 anni, con i piedi ben piantati nella storia e nel presente, il più giovane dei gappisti reggiani Giglio Mazzi. Mazzi aderisce alla Resistenza a 17 anni,...
REGGIO EMIIA. Ha compiuto in questi giorni 90 anni, con i piedi ben piantati nella storia e nel presente, il più giovane dei gappisti reggiani Giglio Mazzi.
Mazzi aderisce alla Resistenza a 17 anni, prima nella Brigata Sap e poi nel Distaccamento Gap “Katiuscia” con il nome di battaglia Alì. Ferito gravemente in uno scontro a fuoco con un soldato delle SS italiane, insieme al compagno Otello Montanari (unico gappista reggiano con Giglio ancora in vita), nel giorno di capodanno del 1945, sarà tra i primi, con i partigiani della 37esima Brigata Gap “Vittorio Saltini” ad entrare in città, da Villa Ospizio, il giorno della Liberazione. La nota di colore legata a quella giornata di festa, nel clamore della piazza reggiana, è l'immagine di Alì diciottenne in calzoncini corti color cachi, la carnagione scura e un grande sorriso bianco. Dopo la guerra Giglio Mazzi venne inserito nel Corpo di Pubblica Sicurezza Ausiliaria presso la Questura di Reggio, dalla quale uscirà nel 1947 dopo l’epurazione nei confronti degli ex partigiani. Un'esperienza che segnerà Giglio accrescendo in lui l'amara delusione di un giovane, diventato uomo a seguito degli eventi che si trovò ad affrontare durante il fascismo, il quale non ebbe e non ha tutt'ora la pretesa di particolari ringraziamenti, ma se non altro di non veder svilito il suo sacrificio e quello dei suoi compagni. Un partigiano non va mai in congedo ed oggi Giglio continua a testimoniare ogni giorno la sua storia e quella della Resistenza ai ragazzi delle scuole, consapevole di essere tra gli ultimi testimoni.
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