L’altra sinistra reggiana, in bilico
Nando Rinaldi, presidente di “Reggio Diritti e Libertà”: «Un’esperienza ponte»
REGGIO EMILIA. C'è chi è ancora dentro al Pd, chi invece è con un piede fuori anche da Sel e chi è alla finestra per vedere dove va la sinistra. Non stiamo parlando della sinistra Pd che oggi scioglierà - forse - i nodi, ma di una quarantina di reggiani che a settembre («quindi in un periodo non sospetto», tiene a precisare il presidente Nando Rinaldi), hanno dato vita all'associazione “Reggio Diritti e Libertà”. Stiamo parlando dell'altra sinistra reggiana, quella che non si riconosce in Sel, in Sinistra Italiana, in Rifondazione Comunista e forse nemmeno in D'Alema e con una fortissima componente del sindacato tra i fondatori. Un gruppo che senza dichiararlo guarda con attenzione a Pisapia e al suo progetto politico. «Questa associazione - spiega Nando Rinaldi che da due anni non è iscritto al Pd) - vuole essere un’ esperienza ponte tra chi è uscito dal Pd e chi è ancora dentro e si pone l'obiettivo di recuperare alla politica politici, amministratori, sindacalisti».
Tra i fondatori non mancano nomi dal passato illustre. Come i quattro ex segretari della Camera del Lavoro reggianaFranco Pedroni, Gianfranco Riccò, Franco Ferretti e Mirto Bassoli, poi ci sono il vice sindaco di Reggio Matteo Sassi, l'ex sindaco di Gualtieri Massimiliano Maestri, Sebastiano Milazzo, anch'egli con un passato nella Cgil e in Sel, il coordinatore del circolo Berlinguer di Sel Graziano Montanini, il presidente di dar Voce Umberto Bedogni (con un passato da cooperatore) e Anna Valcavi componete della segreteria regionale della Cgil. Poi ci sono anche due che la tessera del Pd l'hanno ancora in tasca. Due bersaniani di ferro come il segretario cittadino del Pd Mauro Vicini e il consigliere comunale Federico Montanari. Un fronte composito nel quale spicca una forte componente della Cgil.
Ma qual è l’obiettivo dell'associazione che oggi rischia, nel ciclone che ha investito la sinistra, di finire la propria esperienza ancora prima di nascere? «La nostra idea - spiega Rinaldi - è quella di riprendere i temi sociali, la valorizzazione del lavoro e di intercettare e coinvolgere persone che hanno avuto percorsi politici diversi e hanno lasciato l'impegno politico. Il nostro vuole essere un contributo che va al di là dei partiti che in quanto tali hanno il problema di essere lontani dalle persone».
Resta chiara la collocazione di questa associazione: «Siamo all'interno del centrosinistra - sottolinea il presidente - con l'obiettivo di riportare l'asse del Pd sui temi del lavoro, dell'uguaglianza e della giustizia sociale».
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