Tre furti in una settimana, rabbia in via Armstrong a Fogliano
Reggio Emilia: venerdì sera l’ultimo di una serie di colpi in casa, i cittadini chiedono sicurezza. «Abbiamo paura e non usciamo più, nessuno ascolta le nostre richieste»
REGGIO EMILIA. Tre furti in casa in meno di una settimana e la sensazione di essere abbandonati a se stessi. È il sentimento che attanaglia gli abitanti di via Armstrong, nella frazione di Fogliano, dopo che tre abitazioni sono state svaligiate dai ladri in pochi giorni.
L’ultimo colpo, in ordine di tempo, è avvenuto nel tardo pomeriggio di venerdì ed è stato scoperto verso le 20 dai proprietari dell’abitazione di via Armstrong 22 che, rientrati a casa, hanno trovato tutto a soqquadro e non hanno potuto far altro che telefonare al 112, per chiedere l’intervento dei carabinieri. I ladri hanno messo le mani sugli oggetti di valore che hanno trovato in casa: gioielli, qualche soldo e oggetti in oro, in particolare.
Uno dei derubati, Sergio Torelli, si è rivolto al nostro giornale, scrivendo una lettera in cui esprime tutto il suo disagio e scoramento per un allarme, quello della sicurezza, che sembra non avere soluzione.
Un lungo sfogo, che inizia così: «E siamo a 3. Tre furti nelle abitazioni di via Armstrong in meno di una settimana. Stessa tecnica: ti tranciano l’inferriata, ti entrano in casa e la mettono sottosopra. Ti svuotano l’armadio e ogni singolo cassetto. Ti portano via i soldi, le carte di credito, l’oro e ogni oggetto di valore e se ne escono indisturbati e impuniti. Tu arrivi a casa e sei invaso da un senso di impotenza e frustrazione, sei sconvolto».
«Due carabinieri arrivano a casa tua – prosegue – Fanno un sopralluogo, constatano il furto, redigono il verbale e ti invitano a passare dalla caserma per sporgere denuncia. Uno dei due, seduto al tavolo della sala, ti fa tante domande e cerca di tranquillizzarti. L’altro ti sistema come meglio può l’inferriata. Brave persone, a cui va tutta la nostra gratitudine. Brave persone, che però non sanno più cosa dire o fare e allargano le braccia ad ogni nostra domanda».
Torelli invoca soluzioni al problema e sfoga la sua rabbia: «Parli con i tuoi vicini e tutti dicono la stessa cosa – aggiunge – Non ci fidiamo più dei politici, che pensano solo ai fatti loro. Non ci fidiamo più dei nostri amministratori locali. Non abbiamo più fiducia nelle istituzioni. Abbiamo paura e non usciamo più di casa. Provi a farlo presente e ti prendono per razzista. “Non devi generalizzale: non tutti i politici sono corrotti, non tutti gli amministratori sono insensibili, non tutte le istituzioni sono negligenti, non tutti i clandestini sono cattivi”. Vero! Quindi, cosa bisogna fare? Non è meglio ascoltare i bisogni dei cittadini e provare a dare loro una risposta alle loro semplici domande: perché non proviamo a lavorare insieme per risolvere il problema? Perché non ascoltate i nostri bisogni di sicurezza? Perché non è possibile avere più pattuglie sul territorio? Perché quando identificate un ladro non lo processate? Perché quando trovate un clandestino non lo sbattete fuori? Perché non usate il buon senso davanti a cittadini esasperati?».
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