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Bagnolo, l’omaggio del paese ai morti del Torrazzo e di San Michele

Bagnolo, l’omaggio del paese ai morti del Torrazzo e di San Michele

Corteo e manifestazione in piazza e al teatro comunale in ricordo degli eccidi commessi da fascisti e nazisti nel 1945

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BAGNOLO. In diciotto, tra il 14 febbraio e il 3 marzo 1945, caddero sotto il piombo dei fascisti e dei nazisti, in quello che è passato alla storia come l'eccidio del Torrazzo e di San Michele. Sono trascorsi 72 anni, e con il passare del tempo diventa essenziale tramandare, con forme di comunicazione più attuali, la memoria ai giovani. A Bagnolo lo stanno facendo da anni. Così, dopo il doveroso omaggio al monumento ai Caduti di San Michele, sono state piazza Garibaldi e il vicino teatro comunale a diventare i luoghi dell'evento. Un corteo ha raggiunto il suggestivo Luogo della Memoria, l'insieme delle steli in marmo che ricordano i bagnolesi che persero la vita per combattimento, rappresaglie o bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Attori e studenti. Dopo gli interventi ufficiali delle autorità, c’è stata la suggestiva ricostruzione teatrale dell'eccidio a cura del centro teatrale MaMiMò con proiezione di video e audio a cura degli studenti dell'istituto Ezio Comparoni: un modo efficace per “ritornare” a quei tragici giorni del 1945, quando ormai la guerra in Italia stava per finire ma fascisti e nazisti non rinunciavano alla loro spietata ferocia.

Le nuove resistenze. Resistenza e lotta partigiana di ieri e nuove resistenze e lotta per la sopravvivenza oggi. Seguendo questo filo rosso, la sera nel teatro si è dato la parola ad alcuni migranti ospiti di Bagnolo prima della proiezione del docu-film “Fuocoammare” che racconta l'impegno civile e umanitario della popolazione di Lampedusa verso i disperati che arrivano dal mare.

Cosa accadde nel 1945. Per rappresaglia all'uccisione di due repubblichini, nelle prime ore del mattino del 14 febbraio 1945 una squadra della Brigata Nera di Reggio Emilia arrivò a Bagnolo e prelevò dalle loro case 10 bagnolesi, compreso il commissario prefettizio che si era rifiutato di fornire loro la lista delle persone da arrestare. Dapprima li raccolsero nella casa del fascio e, verso le 9, li massacrarono a colpi di mitra contro il muro del Torrazzo. Dopo i colpi di grazia, i fascisti se ne andarono cantando. Sulla neve insanguinata rimasero i corpi di Evres Lazzaretti, Emilio Mattioli, Otello e Oreste Gibertoni, Imerio Tondelli, Licinio Tedeschi, Aristide Carboni, Primo Malaguti, Arnaldo Storchi, Carlo Formentini. Pochi giorni dopo, il 3 marzo, come risposta a 4 tedeschi uccisi in uno scontro dai partigiani, dal carcere di Reggio i tedeschi presero 8 prigionieri e li fucilarono a San Michele della Fossa. I nomi: Paolo Brandolisio, Annibale Bruschi, Renato Corradini, Angelo Grassi, Elio Sesenna, Guido Signorelli, Ottorino Vecchi e uno sconosciuto.

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