Degrado al Gasometro, ora il parcheggio a rischio l’abbattimento
Ieri in consiglio comunale tre le soluzioni possibili illustrate dall’assessore Tutino. Realizzare una scala esterna, installare cancelli elettrici, demolire l’edificio
REGGIO EMILIA. Tra le ipotesi che il Comune ha preso in considerazione per il parcheggio del Gasometro che ha una capienza di 350 posti auto, anche quella del suo abbattimento. La decisione finale, in accordo con Til (che solo poche settimane fa ha vinto l'appalto per il piano sosta del comune di Reggio per il prossimo biennio), arriverà nel giro di qualche settimana. Sul tavolo ieri in consiglio comunale tre diverse valutazioni tecniche-economiche.
Oltre alla demolizione che resta l'ipotesi ultima, altre due le soluzioni: la realizzazione di una scala esterna per l’accesso ai piani superiori e l'installazione di cancelli elettrici per la chiusura notturna del parcheggio.
Ad annunciare che comunque il park Gasometro - su cui nel frattempo è già stata approvato l'idea di realizzare un orto urbano sulla terrazza - non resterà così com'è, in balia di emarginati e senzatetto, è stato ieri l'assessore Mirko Tutino in risposta all'interpellanza della consigliere M5s Paola Soragni.
Nella sua replica rispetto all'utilizzazione del parcheggio a ridosso del centro storico nei pressi di via Pansa, l'assessore ha ricordato che «quell'area è stata resa gratuita dal Comune circa un anno e mezzo fa e da allora è aumentato il suo utilizzo determinando la successiva richiesta di usare non solo il piano terra come avviene ora ma anche gli altri piani».
Le ipotesi allo studio tengono tutte conto del fatto che quando il park era a pagamento garantiva entrate di 17mila euro l'anno rispetto a un costo di gestione (compreso il costo della guardiania) di 120.000 euro. Tre valutazioni tecniche ed economiche in fase di studio da parte degli uffici comunali. La prima è la realizzazione di una scala esterna che colleghi i piani della struttura evitando che gli utenti siano costretti a usare la scala interna buia e cieca. Quella, cioè, che è diventata il ricettacolo di siringhe abbandonate e dormitorio di barboni e senza tetto.
La seconda ipotesi è invece la chiusura notturna del parcheggio con l'istallazione di cancelli elettrici che, di fatto, seguano gli orari degli uffici e quindi chiudano l'accesso all'area nelle ore notturne.
La terza e ultima, ha spiegato Tutino «che tiene conto delle richieste che in questi mesi sono arrivati da diversi cittadini e residenti, è quella dell'abbattimento della intera struttura che è un'opera concepita in un'altra fase urbanistica della città. Si tratta di un'ipotesi teorica e la decisione dovrà tenere conto anche del parere di Til».
Così come non si potrà non tenere conto del fatto che nel frattempo un gruppo di volontari si è già costituito in associazione ed è già disponibili a gestire l'orto urbano.
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