«Mi ha lasciato rantolante sull’asfalto»
La Municipale individua l’automobilista-pirata di via Martiri di Cervarolo: è un reggiano di 47 anni. L’investito sotto shock
REGGIO EMILIA. È stato rintracciato e denunciato l’automobilista che il 31 gennaio scorso ha investito – in via Martiri di Cervarolo – un uomo che stava attraversando la strada, lasciandolo poi a terra senza prestargli soccorso.
Le accurate indagini della Municipale hanno portato, nel giro di tre settimane, a dare un volto al pirata della strada: si tratta di un reggiano di 47 anni (l’Opel Corsa con cui ha investito il pedone è stata trovata dai vigili parcheggiata in un’area chiusa da un cancello, in zona Acque chiare) che attualmente è ricoverato in una struttura di Guastalla. Davanti agli agenti il 47enne ha ammesso le proprie responsabilità e ora è accusato di omissione di soccorso e lesioni gravissime. Un’individuazione accolta con soddisfazione dall’impiegato reggiano 52enne Francesco Calia che da quella terribile sera si ritrova ricoverato al Santa Maria Nuova ed è già stato operato per le fratture riportate alla gamba destra, ma più avanti dovrà sottoporsi ad un intervento anche alla gamba sinistra. Un calvario che richiederà un ricovero di almeno 90 giorni, a cui seguirà la riabilitazione. Il 52enne sta soffrendo non poco per quanto accadutogli: «Stavo attraversando la strada nel tardo pomeriggio per andare al bancomat – spiega alla Gazzetta – quando all’improvviso è sbucata quella macchina. Sono stato sbalzato e quell’uomo mi ha lasciato lì, sull’asfalto, rantolante. E se fosse sopraggiunta un’altra auto? Per fortuna sono stato aiutato da alcuni passanti, fra cui una dottoressa. Come faccio a perdonare chi mi ha lasciato mezzo morto sulla strada?». L’impiegato ringrazia di cuore chi lo sta aiutando a risalire la china (il personale del 118 intervenuto, chi l’ha poi medicato al pronto soccorso e il personale del reparto di ortopedia) ed è pure molto grato alla polizia municiplae che ha inchiodato il pirata della strada. «Al volante puoi commettere un errore – conclude in ospedale l’impiegato – ma non puoi non soccorrere la persona che hai investito. Purtroppo per ricominciare a camminare bene avrò bisogno di parecchio tempo». Il 52enne, sposato e con tre figli, è tutelato dall’avvocato Andrea Pellegrini: «Il rintraccio dell’automobilista ha rasserenato un minimo la famiglia Calia – dice il legale – ora vedremo le determinazioni del denunciato».
Il pedone investito aveva detto ai vigili di aver visto allontanarsi un'auto di colore chiaro, mentre sul posto era stato rinvenuto uno specchietto retrovisore di colore azzurro metallizzato. Questi due importanti elementi, insieme al fatto che l'urto era avvenuto in un tratto non coperto da telecamere, hanno reso le indagini più complesse.
Ma esperienza e conoscenza del territorio, unite alla tenacia degli agenti che hanno pattugliato palmo a palmo la zona, hanno portato gli investigatori a ritrovare l’auto incriminata parcheggiata in un'area chiusa in città. Una volta rintracciato il mezzo, attraverso la targa, è stato facile individuarne il proprietario.
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