Reggio Emilia, tre colpi in una sola sera e cani avvelenati
Uno dei residenti di via Armstrong, Sergio Torelli, racconta: «Eravamo fuori a cena, sono entrati segando le inferriate»
REGGIO EMILIA. «Ero in taverna intenta a rassettare, ho sentito degli strani rumori e sono salita, pensando fosse la gatta: mi sono trovata davanti uno sconosciuto che, al buio, armeggiava davanti alla porta della mia cucina». La 68enne che abita al civico 7 di via Armstrong è stata fortunata: a casa sua, il tentativo è andato a vuoto e il ladro solitario è fuggito a mani vuote. «Quella figura aveva appena iniziato a tagliare le inferriate – ha proseguito la donna – non saprei descriverlo, erano le 19 di venerdì ed era buio, posso solo dire che aveva una testa imponente di capelli ricci e che era agile, perché con due balzi è saltato giù dal balcone e ha scavalcato il muretto di recinzione».
Quella stessa sera di dieci giorni fa (sabato 6 febbraio) il colpo è invece riuscito al civico 19 della stessa via, dove il proprietario, Sergio Torelli, ha trovato le inferriate di una finestra anteriore segate dai ladri. «La mia famiglia era fuori, siamo tornati alle 19.30. Il vicino aveva udito dei rumori, ma non ha pensato ad estranei – ha raccontato – all’interno le camere erano a soqquadro. Sono fuggiti dalla porta finestra della cucina sul retro, che hanno aperto grazie alla chiave appesa sul muro».
Il bottino è stato pari a zero, ha spiegato la moglie, «solo perché avevo nascosto gli oggetti di valore e non li hanno trovati. È andata bene, i malviventi potevano avere il metal detector».
Non solo: il giorno dopo i residenti, camminando nei dintorni, hanno scoperto che proprio nei campi dietro alla loro abitazione erano ancora visibili i segni degli pneumatici di un’auto.
«Da lì, attraverso i campi, si arriva a Canali e in località Razza, dove una signora spaventosissima ci ha contattato dicendo che quella sera avevano tentato un’effrazione a casa sua avvelenando i cani», ha proseguito Torelli. Un bottino dal valore imprecisato è stato invece racimolato venerdì scorso, al civico 22 di una via perpendicolare di via Armstrong, dove abita una coppia con figli piccoli.
«Eravamo fuori, al nostro rientro c’erano le inferriate segate e le stanze all’aria – ha raccontato la mamma – abbiamo un cagnolino, ma non è servito. Un trauma: io avevo paura ad entrare, i ladri potevano essere ancora dentro».
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