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«Tormenti? Ci siamo visti anche dopo le denunce»

«Tormenti? Ci siamo visti anche dopo le denunce»

San Polo: la parrucchiera accusata di stalking dall’ex si difende davanti al giudice La 42enne dice di aver contattato i famigliari dell’operaio solo per chiarimenti

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SAN POLO. Ha risposto ieri mattina in tribunale a Reggio per circa mezz’ora – assistita dall’avvocato difensore Davide Martinelli – alle domande del giudice Dario De Luca, negando di aver tormentato l’ex fidanzato ma solo di aver cercato alcuni chiarimenti anche con la famiglia di lui (cioè la madre e la sorella dell’operaio che l’ha denunciata per stalking).

Stiamo parlando della parrucchiera 42enne che ora ha il divieto di avvicinamento alla casa e ai luoghi frequentati dall’ex, come richiesto ed ottenuto dal giudice da chi ha coordinato le indagini dei carabinieri, cioè il pm Valentina Salvi. Nell’interrogatorio di garanzia la donna – apparsa piuttosto scossa – ha spiegato che aveva cercato di salvare la storia sentimentale con l’operaio 52enne e di averlo incontrato anche dopo che le tensioni erano salite a dismisura, visto che lei lo scorso settembre l’aveva denunciato ai carabinieri per percosse e maltrattamenti (al culmine di un movimentato inseguimento in macchina) a cui l’operaio aveva poi replicato raccontando – sempre ai militari di San Polo – i mesi di persecuzioni messe in atto dall’ex compagna. La parrucchiera ha ieri specificato di aver contattato la madre e la sorella dell’ex fidanzato dopo le botte finite in una denuncia, per capire il perché dei comportamenti dell’uomo, aggiungendo che per gli ultimi chiarimenti si era successivamente incontrata altre volte con l’operaio di dieci anni più grande di lei. Ora la difesa attende che il magistrato chiuda le indagini per poi valutare le “mosse” da adottare in ambito processuale. Al momento la misura restrittiva rimane applicata alla donna. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri la parrucchiera non solo da mesi perseguitava il suo ex con minacce, pedinamenti, appostamenti sotto casa, vere irruzioni sul posto di lavoro, ma aveva preso di mira anche la madre e la sorella dell'uomo, avvicinate più volte con atteggiamento pesantemente offensivo. Per chi indaga il 52enne aveva deciso di chiudere la storia, trovando però forti resistenze da parte dell’ormai ex fidanzata, trasformatasi in una sorta di incubo quasi quotidiano, sia sul posto di lavoro che in altri luoghi. Relativamente all’inseguimento in auto, lei – secondo i militari – costrinse il suo ex a fermarsi di colpo e a scendere. Sempre più arrabbiata, la donna a quel punto si scagliò contro l'uomo, e quest'ultimo, quasi con un istintivo gesto di difesa, la spinse per allontanarla da sé, facendola cadere per terra.(t.s.)

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