Il Tar boccia la Fondazione I Teatri
Lotta intestina in Legacoop per l’appalto dei servizi, la gara dovrà essere rifatta
REGGIO EMILIA. È tutta interna a Legacoop la battaglia che oppone la cooperativa bolognese Le Macchine Celibi alla due coop reggiane Camelot e Archeosistemi che hanno vinto l’appalto per i servizi nei tre teatri reggiani Valli, Ariosto e Cavallerizza. A decidere che la gara dovrà essere rifatta è stato il Tar di Parma con la sentenza che ha accolto il ricorso presentato dalla cooperativa bolognese che ha gestito i servizi all’interno dei tre teatri dal 2009 fino a giugno 2016.
«Non è una battaglia tra coop affiliate alla stessa centrale cooperativa, ma un normale ricorso da parte di chi ha perso un appalto», è la valutazione che arriva da Legacoop Reggio, alle prese con una “guerra intestina” a suon di carte bollate. Dalla Fondazione I Teatri si ostenta tranquillità: «Si sta valutando - questo il commento - di fare ricorso rispetto alla sentenza». Dello stesso tenore il commento a caldo del presidente della cooperativa sociale Camelot Diego Malmassari: «Abbiamo appreso stamattina della sentenza e stiamo valutando il da farsi».
Dal canto suo il presidente della cooperativa bolognese Carlo Terrosi, oltre a sottolineare che «la gara dovrà essere rifatta», aggiunge che il «ricorso è stato presentato perché abbiamo ritenuto che ci fossero delle perplessità sulla procedura seguita».
Due in particolare i rilievi accolti dal Tar. Innanzitutto la Fondazione I Teatri avrebbe dovuto comunicare la gara di appalto all’osservatorio nazionale sugli appalti in base alle direttive dell’Anac presieduta dal giudice Raffaele Cantone. Inoltre di parla di «vaghezza dei criteri nell’attribuzione dei punteggi non motivati in alcun modo». Questo è quanto sostiene la cooperativa Macchine Celeri. Il Tar, oltre ad annullare la gara, ha anche condannato la Fondazione I Teatri al pagamento delle spese legali. Quel che resta da capire ora è chi presterà il servizio in occasione dei prossimi spettacoli. Se il personale della cooperativa fondata nel 1990 a Bologna e che già svolge una serie di servizi anche per i Musei reggiani o quello delle due cooperative reggiane Camelot e Archeosistemi, che hanno vinto l’appalto annullato. Di certo poco cambierà per quanto riguarda i giovani che saranno ingaggiati. In entrambi i casi si tratta di reggiani. A cambiare è solo il nome della cooperativa che cura i servizi. Una situazione che rende ancora meno comprensibile questa vicenda che è finita anche sui social con accuse più o meno velate tra le cooperative coinvolte.
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