Gazzetta di Reggio

Reggio

Ubriaco alla guida ma assolto

Ubriaco alla guida ma assolto

Vezzano, aveva un tasso sei volte superiore al limite. Salvato da un cavillo legale

2 MINUTI DI LETTURA





VEZZANO. È stato assolto il cinquantenne sotto processo per aver guidato la propria auto in stato di ebbrezza. Nonostante guidasse con un tasso alcolemico sei volte sopra il consentito, un errore formale degli accertatori ha annullato le prove, e l’uomo è stato assolto perché il fatto non sussiste.

La vicenda risale al 1 ottobre del 2014 quando l’uomo fu protagonista di un incidente stradale a Vezzano. Sottoposto a controlli, era risultato che guidava la propria auto con un tasso alcolemico pari a 3,14 grammi per litro, accertato tramite etilometro prima e esami di laboratorio poi. Il valore è sei volte superiore al limite massimo consentito dalla legge (0,50). A seconda della misura dell’alcol nel sangue, ai sensi dell’articolo 186 del codice della strada, scatta una sanzione amministrativa (tasso alcolemico non superiore a 0,80) o il processo penale (tasso alcolemico oltre 0,80).

Il conducente era stato condannato con decreto penale ad una pena molto severa (31 mila euro di ammenda, oltre alla revoca della patente di guida). Ma al decreto si sono opposti gli avvocati Maria Napolitano e Fabio Guidetti, e si è giunti al dibattimento davanti al giudice Catellani del tribunale di Reggio Emilia.

Lo scorso 20 febbraio è stato sentito come testimone uno dei carabinieri intervenuti sul posto. Il militare ha dichiarato che il cinquantenne aveva provocato l’incidente perdendo il controllo della sua autovettura e investendo il muretto perimetrale di un negozio. Confermato che evidenziava i sintomi tipici dell’ebbrezza, il carabiniere ha sottolineato che per questo motivo era stato prima sottoposto all’etilometro e, dopo il primo riscontro positivo, al prelievo di sangue per la verifica del tasso alcolemico in laboratorio.

Gli avvocati Napolitano e Guidetti hanno però evidenziato che all’imputato, prima di procedere agli accertamenti che poi avevano dato esito positivo, non era stato dato avviso di farsi assistere da un difensore di fiducia. Per cui i legali hanno chiesto al giudice di non tener conto nella sua decisione del verbale e di tutti gli allegati, tra cui le analisi ospedaliere, in cui erano indicati l’esito positivo e il tasso alcolemico rilevato a seguito degli esami del sangue.

Il giudice ha dato ragione alla difesa e ha dichiarato l’inutilizzabilità di tali documenti, pertanto ha assolto l’imputato con la formula più ampia, perché il fatto non sussiste. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google